Amniocentesi e villocentesi: solo se indispensabili

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    Amniocentesi e villocentesi: solo se indispensabili

    L’amniocentesi e la villocentesi sono esami effettuati analizzando piccoli prelievi (rispettivamente di liquido amniotico e villi coriali) che consentono di diagnosticare, precocemente e prima della nascita, oltre che il sesso del nascituro, anche la presenza di possibili anomalie del feto. E’ attraverso essi, ad esempio, che può essere diagnosticata la sindrome di Down. Entrambi gli esami, nonostante possano per questo definirsi molto utili per i genitori, che riescono ad individuare già prima della nascita eventuali anomalie per il bambino, presentano comunque un tasso di rischio per la vita stessa del feto ed il proseguimento della gravidanza.

    La statistica parla di un rischio di aborto nell’1% dei casi. Ecco perché di recente è stato diffuso un nuovo orientamento in ordine alla possibilità e alla necessità per le mamme di effettuare questo tipo di esami. Le nuove linee guida sono state definite da un gruppo di professionisti coordinati dall’Istituto superiore di sanità e dal Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria su mandato del Ministero della Salute.

    Vittorio Basevi del Cevas (Il Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria) dichiara: ‘Si tratta di introdurre una diversa pratica clinica per individuare le donne a rischio facendo dell’amniocentesi e villocentesi delle indagini di secondo livello..’ e continua: ‘Stabilire invece prima, con il test combinato, chi è a rischio riduce il numero di interventi diagnostici invasivi e dei nati con sindrome di Down’.

    In altre parole entrambi gli esami saranno offerti dal servizio sanitario a tutte le donne di tutte le età solo ed esclusivamente se risultano positive al test combinato per lo screening prenatale della sindrome di Down che si effettua solitamente nel primo trimestre di gravidanza e che associa all’esame ecografico della translucenza nucale, un’analisi del sangue materno. Si tratta dunque di una importante novità nella diagnosi prenatale se si considera il fatto che soprattutto l’amniocentesi è un esame molto richiesto dalle donne, anche quando non c’è una reale necessità! Perché rischiare allora?