Antibiotici in gravidanza: tutto quello che devi sapere

da , il

    Antibiotici in gravidanza: tutto quello che devi sapere

    Si possono assumere i farmaci in gravidanza, in particolare gli antibiotici? E se sì, quali? In gravidanza le future mamme non devono preoccuparsi solo della loro salute, ma anche di quella del feto e per questo l’argomento farmaci è sempre visto con sospetto. Il consiglio, caso per caso, è sempre quello di chiedere al ginecologo, tuttavia delle linee guida si possono comunque tracciare.

    Antibiotici in gravidanza: si possono assumere?

    Si possono assumere gli antibiotici in gravidanza? Al di là degli antibiotici, i farmaci in genere andrebbero assunti sotto controllo del ginecologo durante tutta la durata della gestazione. Per quanto riguarda gli antibiotici, il discorso è lo stesso, se si vogliono evitare gli effetti collaterali indesiderati. Oltre a chieder al medico, la possibilità di assumere antibiotici in gravidanza può essere confermata leggendo attentamente il bugiardino di ciascun farmaco; il foglietto illustrativo infatti riporta sempre gli effetti del farmaco sulle donne incinte.

    Antibiotici in gravidanza: effetti collaterali possibili

    Come anticipato gli antibiotici in gravidanza vanno assunti solo su consiglio del ginecologo. Va anche ricordato che questa raccomandazione vale soprattutto per il primo e l’ultimo trimestre di gravidanza, che sono anche quelli più delicati. Ma quali sono i possibili effetti collaterali legati all’assunzione di antibiotici in gravidanza? Purtroppo tanti e spesso anche gravi; in questi casi, a seconda del tipo di antibiotico, si va dall’interruzione della gravidanza alle malformazioni, ma anche altre problematiche, come i ritardi nella crescita.

    La prima delle tre si può verificare se l’antibiotico viene assunto nelle prime tre settimane di gestazione, mentre dalla dodicesima settimana sono più frequenti le malformazioni e gli altri problemi. Insomma, gli effetti collaterali non mancano e sono anche importanti, per questo è meglio non sottovalutare la situazione e ricorrere agli antibiotici solo se strettamente indispensabili.