Attacchi epilettici nei bambini, come riconoscerli e come intervenire

Attacchi epilettici nei bambini, come riconoscerli e come intervenire
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    Attacchi epilettici nei bambini, come riconoscerli e come intervenire

    Gli attacchi epilettici nei bambini sono molto comuni: non tutti sanno infatti che questa malattia, pur potendo colpire a qualsiasi età, è tipica in particolare dell’infanzia. Ma come riconoscere un attacco epilettico da altre convulsioni di natura diversa? L’analisi dei sintomi è fondamentale per una diagnosi accurata ed un intervento tempestivo.

    L’epilessia è un disturbo che colpisce soprattutto i bambini di età compresa tra i sette e i dodici anni. Il 70% dei casi, infatti, si manifesta entro i dodici anni. Si può parlare di epilessia quando il bambino subisce più di una singola crisi.Tali crisi evidenziano una certa anomali nell’attività elettrica dei neuroni. Se gli attacchi si ripetono spesso nel tempo si tratta di epilessia, se invece si verificano singoli episodi in particolari situazioni, come le convulsioni febbrili, non bisogna saltare subito a conclusioni e preoccuparsi, ma consultare il medico di fiducia. Nei due terzi dei casi gli attacchi epilettici scompaiono spontaneamente con l’adolescenza.

    L’attacco epilettico è dovuto ad una scarica improvvisa di un gruppo più o meno grande di neuroni.
    Queste crisi possono essere semplici (quando non ne consegue un’alterazione dello stato di coscienza) o complesse (se lo stato di coscienza viene compromesso) e parziali (circoscritte ad un emisfero) o generali.

    Va detto prima di tutto che non ogni tipo di convulsione presuppone un problema di epilessia. Vediamo quali sono i sintomi che contraddistinguono un attacco epilettico nei bambini.

    Ovviamente non tutti sono presenti contemporaneamente e in ogni tipo di crisi: molto dipende dalla gravità dell’attacco epilettico (basti pensare che i casi più gravi sono stati associati dalla scienza a fenomeni che in passato venivano classificati come paranormali proprio per la mancanza di controllo su corpo e mente).

    • Deviazione di testa e occhi (avviene nelle cosiddette crisi versive)
    • Dilatazione delle pupille
    • Spasmi
    • Nausea
    • Paura
    • Stato di depressione
    • Impossibilità a parlare o alterazione del linguaggio
    • Formicolio degli arti e del viso
    • Allucinazioni
    • Disturbi dell’udito (ronzii, soffi e sibili nell’orecchio)
    • Alterazioni olfattive e gustative
    • Vertigini (in rari casi)
    • Alterazione della percezione visiva e delle grandezze degli oggetti
    • Crisi di riso o pianto incontrollate e ingiustificate (rare)
    • Rabbia
    • Vampate e sudorazione accelerata
    • Alterazione nella percezione dello scorrere del tempo
    • Marcia Jacksoniana, ovvero una sorta di scossa che dalla mano passa al braccio, si trasmette agli arti inferiori e poi al viso.
    • Automatismi motori: ad esempio il bambino può fare il gesto di masticare o deglutire di continuo.

    Come abbiamo accennato, non tutti i sintomi sopra elencati si presentano con la stessa frequenza. In linea di massima durante una crisi epilettica il bambino ha dapprima una convulsione generale: cade a terra e si contorce come se fosse colpito da una scarica elettrica. L’attacco dura al massimo tre minuti ed è comune il rischio che si morda la lingua o la spinga all’indietro.

    Occorre, quindi, intervenire protnamente: se si è consapevoli che il bambino è epilettico è meglio portare sempre con sè un kit di pronto intervento dotato di un cucchiaino per trattenere la lingua verso il basso. Segue poi la fase post critica, in cui il bambino apparirà confuso e disorientato, e in cui è fondamentale mantenere la calma.

    L’epilessia è una malattia particolare, che spesso mette a disagio e impaurisce i familiari dei bambini che ne soffrono, tanto da venire spesso tenuta nascosta. Nella maggior parte dei casi, comunque, i sintomi scompaiono raggiungendo la fase della pubertà. Le forme più leggere si manifestano con delle piccole sospensioni di coscienza e somigliano più a una forma di estraneamento dalla situazione in cui ci trova. In questi casi, come per le leggere crisi notturne, non bisogna preoccuparsi troppo, perchè si tratta di forme di epilessia che quasi sicuramente scompariranno con lo sviluppo. Le forme più gravi, purtroppo, necessitano di cure e farmaci e possono risultare invalidanti.

    Come per gli adulti, la diagnosi dell’epilessia nei bambini avviene grazie all’elettroencefalogramma oppure la Tac o la risonanza magnetica. Purtroppo la malattia può essere causata da predisposizioni genetiche, per cui non è raro che ci siano più casi in famiglia. Inoltre l’epilessia può essere dovuta a traumi o altre malattie. Soprattutto quando le cause sono tipo genetico si può avere una guarigione spontanea. In altri casi, invece, pur non arrivando del tutto a guarire completamente, si riesce a tenere a freno la malattia e gli attacchi grazie ai farmaci. La terapia farmacologica non sempre ha i risultati sperati e potrebbe avere anche diversi effetti collaterali, per cui, se possibile, è sempre meglio fare a meno di utilizzarli, soprattutto nel caso dei bambini. E’ sempre bene, comunque, affidarsi al consiglio del medico, non ingigantire il problema ed evitare di spaventare il bambino dopo gli attacchi e con diverse privazioni. Chi soffre di epilessia, è bene ricordarlo, può avere una vita normale.

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