Baby Xitter, la baby sitter per i bambini disabili

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    Baby Xitter, la baby sitter per i bambini disabili

    Baby Xitter: no non è un errore di battitura ma il nome di un’associazione che offre servizio di baby sitting per bambini disabili, e quindi fornito da personale qualificato, e senza sovrapprezzo. Un aiuto davvero importante per tutti i genitori di bambini con ritardi fisici o psicologici che spesso non possono permettersi il costo di un servizio di assistenza e quindi venivano discriminati nella possibilità di trovare lavoro.

    L’associazione Baby Xitter è nata a Torino nel 2005 e ora dispone di sedi anche a Roma, Senigallia e in provincia di Novara. Un aiuto economico ed emotivo per le famiglie con figli diversamente abili. Solo a Torino al momento ci sono circa 250 Baby Xitter iscritte.

    Per diventare Baby Xitter basta inviare un curriculum (sono considerati requisiti preferenziali una laurea in psicologia o scienze dell’educazione e precedente esperienza con la realtà della disabilità): le candidate seguiranno poi all’interno della struttura dei corsi di formazione (quasi del tutto gratuiti grazie al reperimento di finanziamenti). Sia l’associazione che i corsi formativi nascono dall’idea di genitori di bambini disabili: questa è la vera forza di questo progetto che è in grado dunque di rispondere ai bisogni e ai dubbi effettivi e concreti delle famiglie con bambini con handicap. Il corso formativo viene tenuto dai medici della Federazione Malattie Rare Infantili.

    Ma cosa fa esattamente una Baby Xitter? Esattamente quello che le baby sitter fanno per i bambini “normali”: li supervisionano in caso di assenza dei genitori, li aiutano a fare i compiti, li accompagnano nelle attività ludiche o sportive, li seguono negli esercizi terapeutici etc. Inoltre offre un aiuto alle famiglie nel caso in cui vi siano violazioni dei diritti dei disabili.

    Per tutti i genitori di bimbi disabili vengono inoltre saltuariamente organizzati corsi e convegni in modo da affrontare al meglio le difficoltà di questa condizione e vivere una vita “normale”.