Bambini 6 mesi: per le mamme è il momento più felice

da , il

    Bambini 6 mesi: per le mamme è il momento più felice

    L’arrivo di un bebè desiderato è una felicità incommensurabile per i genitori ma con il passare del tempo si presentano anche problemi e difficoltà di diverso tipo. Assistere un neonato e crescere un bambino non è sempre facile. Ma come si distribuisce la felicità della mamma che generalmente è la persona più coinvolta dalla nascita del bambino? Ce lo dice una ricerca pubblicata su ScienzeDaily:a quanto pare il momento più felice per una neo mamma si ha quando il neonato ha sei mesi mentre le maggiori difficoltà e quindi il picco di scontentezza si avrebbe all’età di tre anni.

    I risultati sono in controtendenza con l’opinione comune per cui a tre anni il bambino comincia ad essere maggiormente indipendente e quindi il ruolo dei genitori è più facile. In realtà i tre anni sono un periodo critico soprattutto per le donne che non hanno vissuto la gestazione con tranquillità: erroneamente invece si tende a pensare che la depressione post partum sia limitata al periodo immediatamente successivo alla nascita. Lo studio si deve ad un gruppo di ricercatori del Norwegian Institute of Public Health: per giungere alla conclusione sono state esaminate 60mila donne divenute mamme tra il 1998 e il 2008. La ricerca ha esaminato due tipi di soddisfazione: quella del rapporto di coppia e quella del ruolo genitoriale. La soddisfazione di essere mamma raggiunge il picco a sei mesi dal parto e poi tende a diminuire fino ai tre anni. Anche il rapporto con il partner dopo la gravidanza segue lo stesso andamento. Evidentemente non è un caso e i due aspetti si influenzano reciprocamente. Diventare mamma non è quindi una felicità in assoluto: questa contraddizione si chiama ‘paradosso della vita dei genitori’. Del resto molte coppie desiderano un figlio ma è innegabile che questo cambia la vita e la rende più frenetica. Il segreto probabilmente è avere tempo per godersi i propri figli: non si tratta solo di fargli il bagnetto e di dargli da mangiare ma anche solo di guardarli negli occhi e di farsi conquistare dal sorriso innocente di un neonato.