Bambini a scuola un anno in anticipo: la primina fa bene alla salute?

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    Bambini a scuola un anno in anticipo: la primina fa bene alla salute?

    Quando un bambino nasce a Gennaio o comunque nei primi mesi dell’anno uno dei dubbi delle mamme è: primina si o no? Anche se c’è qualche anno di tempo prima di decidere i dubbi iniziano molto presto. Chi sostiene la primina, ovvero la pratica di iniziare il corso degli studi a livello elementare prima delle scadenze previste per legge, lo fa per non rischiare di restare un anno indietro. Il bambino quindi inizierà le scuole elementari a cinque anni invece che a sei.

    Tecnicamente la primina è una possibilità per tutti i bambini nati entro la prima metà dell’anno, ovvero entro Agosto, ma di fatto a sceglierla sono soprattutto i genitori dei bambini nati a Gennaio o nei primi giorni di Febbraio. In casi più rari si può estendere il diritto ai bambini nati a Settembre o Dicembre. Ma la primina aiuta davvero il bambino? In realtà sono in molti a sostenere il contrario: di recente un gruppo di esperti della Cambridge Primary Review ha sconsigliato la primina sostenendo che cinque anni i bambini sono troppo piccoli e immaturi per sostenere l’approccio con i metodi educativi scolastici. Il rapporto stilato si basa su 28 studi, circa mille documenti e più di 250 focus group, arrivando alla conclusione che la tecnica di insegnamento standard e formale non sia così utile ai bimbi piccoli. Sarebbe invece più opportuno educarli con il gioco come avviene appunto alla scuola materna. I fallimenti iniziali potrebbero scoraggiare gli alunni. Al contrario le istituzioni scolastiche inglesi hanno più volte incoraggiato l’iscrizione dei bambini nati a Gennaio con un anno di anticipo. Molti genitori considerano crudele togliere ai bambini un anno di gioco. Una recente ricerca americana torna a parlare dell’argomento: il Carolina Abecedarian Project (ABC) è uno studio che ha studiato 111 bambini nati nel 1970 e li ha per ben 21 anni. Secondo questo studio iniziare la scuola precocemente non aiuterebbe tanto lo sviluppo del QI quanto piuttosto lo stato fisico del bambino che starebbe quindi meglio in salute.