Bambini autistici: il rischio aumenta nelle gravidanza ravvicinate

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    Bambini autistici: il rischio aumenta nelle gravidanza ravvicinate

    Sono sempre più numerose le donne che decidono di diventare mamma verso i 40 anni. Una delle conseguenze logistiche di questo posticiparsi dell’età della prima gravidanza è la necessità di ridurre l’attesa nel caso in cui si cerchi un fratellino o una sorellina per il primogenito. Secondo una recente ricerca americana pubblicata sulla rivista di settore ‘Pediatrics’ tuttavia le coppie dovrebbero lasciar trascorrere almeno un anno prima di tentare una seconda gravidanza perché minore è la differenza di età tra fratelli e più alto sarà il rischio che il secondogenito sia un bambino autistico.

    Il team di ricerca dell’Università di New York ha studiato i casi di bambini soggetti da sindrome autistica in 663 mila famiglie per dieci anni, a partire dal 1992. In una seconda fase sono stati analizzati i risultati in chiave comparativa ed è emerso che quando l’intervallo di tempo tra un parto e l’altro è di un anno o poco più il fratello minore ha addirittura il triplo delle possibilità di soffrire di autismo. Per i fratelli nati a 12 mesi l’uno dall’altro la percentuale di rischio è pari al 3,4, se la distanza tra le due gravidanze aumenta fino a 23 mesi si scende all’1,9 fino ad arrivare all’1,2 in caso di divari superiori ai due anni. Ma a cosa è dovuto questo fenomeno? Secondo gli esperti il corpo della donna necessita del giusto tempo per riprendersi dagli sconvolgimenti fisici, psichici ed emotivi che essere incinta comporta e affrontare una seconda gravidanza. Due gravidanze ravvicinate indebolirebbero il fisico della mamma e conseguentemente anche il feto, con carenza di acido folico e ferro. In passato altre ricerche avevano evidenziato i rischi di gravidanza ravvicinate sottolineando la possibilità che il secondogenito fosse prematuro o sottopeso.

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