Bambini iperattivi: la vivacità non è per forza un disturbo

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    Bambini iperattivi: la vivacità non è per forza un disturbo

    L’iperattività è un disturbo del comportamento molto diffuso nei bambini: riconoscere quando un bambino è iperattivo non è sempre semplice. Spesso infatti si tende a confondere questo problema con un’eccessiva vivacità, sottovalutando gli effetti di questa malattia. In realtà ci sono alcuni precisi sintomi che potrebbero palesare lo sviluppo di questo disturbo complesso: in alcuni rari casi alcuni segnali sono evidenti già dalla nascita ma solitamente è in età scolastica che la situazione si palesa nella sua gravità.

    Oltre ad un carattere eccessivamente turbolento e ad uno spirito movimentato e ribelle il bambino mostra infatti atteggiamenti disobbedienti, di impulsività, difficoltà di coordinazione, fatica a dormire, tendenza al pianto continuo ma anche problemi legati alla memoria e alla proprietà di linguaggio. L’elemento più caratterizzante è poi la tendenza a distrarsi facilmente: questo disturbo neuro-comportamentale è infatti anche conosciuto come deficit dell’attenzione. Per l’iperattività non esiste nessuna cura: riconoscere il problema però è importante per poter attuare soluzioni che riescano a dare sollievo e tranquillità al bambino. I farmaci prescritti sono spesso a base di anfetamine ed hanno una funzione tranquillizzante. Un’alternativa alla cura farmacologica per l’iperattività è un trattamento psicologico, in particolare una terapia ad indirizzo comportamentale. Nonostante gli studi in materia finora neppure la causa dell’iperattività è stata individuata con certezza. Una ricerca del Trinity College di Dublino si è concentrata invece su un altro aspetto del disturbo: i bambini affetti da Adhd concentrano la loro attenzione solo su quello che riesce ad interessarli pienamente. Questo li porta in molti casi a specializzarsi in un settore specifico tralasciando il resto: molti bambini iperattivi quindi da adulti diventano grandi geni di arte, pittura, sport o altro. Kurt Cobain, Pablo Picasso, Thomas Edison e Che Guevara sono solo alcuni dei nomi illustri affetti da questa sindrome.