Bambini prodigio: è giusto creare delle baby star?

da , il

    Qualche anno fa esisteva lo zecchino d’oro in cui bambini fino ai sette anni si cimentavano cantando: a volte stonavano ma di certo si divertivano. Oggi invece troppo spesso per i bambini, a volte spinti in questo senso dai genitori, partecipare a programmi televisivi e talent show non è più un gioco ma la via per il successo. Non sono mancate le critiche a questi format fucine di piccoli talenti: è un triste paradosso assistere a bambini che si atteggiano a grandi.

    Il dato più preoccupante è che spesso in questo caso sono proprio i genitori ad indirizzare i figli in questa strada deviata: gli adulti proiettano le proprie ambizioni fallite e le proprie frustrazioni sui più piccoli. Non si deve sottovalutare il carico di responsabilità che si addossa sulle piccole spalle dei bambini in questi casi e i rischi che simili atteggiamenti possono avere in futuro sul suo equilibrio psichico. Personalmente credo che la cosa più bella dei bambini sia l’ingenuità dei loro sorrisi e la genuinità dei loro sguardi: quando un bambino ammicca alla telecamera lanciando sguardi maliziosi al pubblico ha perso la sua infanzia, bruciandola di fronte ad un pubblico superficiale. Da bambina ho partecipato allo Zecchino D’Oro e posso davvero confermare quanto sia importante la componente gioco in questi casi. E’ vero che i bambini sono più portati per la danza, lo sport e le arti in generale e che imparare fin da piccoli queste discipline è più facile che apprenderle da adulti ma questo non deve significare necessariamente creare delle piccole star. Lasciate esprimere il vostro bambino ma non caricatelo di aspettative: le sue esibizioni, siano esse canore, sportive o di danza, devono essere prima di tutto un divertimento per lui. Se vedete che è portato magari fatelo partecipare a piccoli festival cittadini e locali ma non disegnate per lui la strada del successo che potrebbe non essere intenzionato a percorrere. Sarà lui crescendo a decidere se fare di questo talento un lavoro oppure no.