Bambini prodigio: i danni degli psicofarmaci

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    Bambini prodigio: i danni degli psicofarmaci

    Chi sono i bambini plusdotati? Sono quelli che spesso vengono definiti bambini prodigio: hanno capacità particolari rispetto ai coetanei e a scuola spesso mostrano difficoltà di concentrazione perché annoiati dalle spiegazioni banali. In molti casi ne consegue un atteggiamento ribelle che spesso viene confuso con la sindrome di iperattività. Nei casi più gravi quelli maggiormente incompresi vengono sedati per mezzo di psicofarmaci: proprio per questo motivo da circa 2 anni GUNA, azienda lombarda leader in Italia nel campo omeopatico, ha avviato una attiva collaborazione con alcune organizzazioni no profit per garantire il diritto di questi bambini alla ‘diversità’.

    Ne è nata una rete di coordinamento sul tema che agisce anche a livello internazionale. Nei giorni scorsi un seminario sull’argomento è stato organizzato presso l’Università Bocconi di Milano. I bambini prodigio possono presentare difficoltà nell’inserimento scolastico e nel relazionarsi con i coetanei. In alcuni casi sono i compagni di scuola che faticano a comunicare con i bambini di particolare talento perché hanno tempi e modalità di sviluppo differenti. Per questo i bambini plusdotati rischiano di essere isolati o discriminati e quindi penalizzati proprio dal loro QI superiore alla norma. La reazione nei bambini può essere di ansia e facile irascibilità e sono proprio questi i sintomi che possono creare confusione con l’ iperattività. Troppo spesso quest’ultima viene curata con visite psichiatriche e trattata con psicofarmaci. L’atteggiamento migliore è quello di dargli modo di esprimere il loro potenziale senza renderli ‘normali’ forzatamente e al tempo stesso senza sfruttarne le abilità come se fossero bambini prodigio da mettere in mostra.