Bambino parla da solo, c’è da preoccuparsi?

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    Bambino parla da solo, c’è da preoccuparsi?

    A partire dai 3-4 anni, età in cui il bambino ha acquisito già una buona dimestichezza con il linguaggio, può capitare ai genitori di sentirlo parlare da solo. In questo periodo ha infatti inizio la fase del cosiddetto pensiero ad alta voce o monologo egocentrico. A differenza del linguaggio ‘socializzato’ quello egocentrico non è destinato a un interlocutore, non ha una finalità comunicativa. Differenti sono inoltre le ragioni e le forme di questa forma di linguaggio:

    l’ecolalia, che consiste nella ripetizione di sillabe e parole effettuata dal piccolo semplicemente per il gusto di parlare e sentirsi parlare;

    il monologo, cioè il parlare ad alta voce solo per se stessi senza l’intenzione di essere ascoltati da qualcuno;

    infine il monologo collettivo, ovvero il parlare da solo ma in presenza di altre persone al fine di suscitare genericamente la loro attenzione.

    Si tratta quindi di un fenomeno del tutto naturale per cui sentire il bimbo che parla da solo a questa età non deve assolutamente allarmare i genitori. E’ una tappa quasi obbligata per lo sviluppo cognitivo e linguistico che con il tempo si attenuerà in modo spontaneo. Nessuna preoccupazione dunque per i genitori.

    Solo in rari casi parlare da solo può segnalare una carenza vissuta dal bambino. Questo accade quando in casa o negli ambienti più frequentati dal piccolo, come all’asilo nido, gli stimoli linguistici sono scarsi o inadeguati. Il bambino in questi casi potrebbe ricorrere al monologo proprio per compensare questa mancanza.

    Compito dei genitori è quindi quello di dedicare al bambino, sin dalla comparsa delle sue prime sperimentazioni verbali, la giusta attenzione, avendo cura di dimostrare interesse per i suoi sforzi e i suoi progressi, evitando, al contrario, di manifestare fastidio o impazienza.