Battito cardiaco, diagnosi sbagliata per un bambino su due

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    Battito cardiaco, diagnosi sbagliata per un bambino su due

    La diagnosi sulla velocità del battito cardiaco nei bambini di 10 anni sarebbe sbagliata nel 50 per cento dei casi ecco che si impone come necessario rivedere le linee guida sulla salute cardiologica pediatrica.

    Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Lancet dai ricercatori dell’Università di Oxford (Regno Unito), da cui emerge che seguendo le attuali linee guida i parametri riguardanti respirazione e velocità del battito cardiaco considererebbero circa la metà dei bambini sani di 10 anni con parametri vitali anormali, mentre godono di ottima salute.

    Gli studiosi hanno analizzato i dati raccolti su 143.346 bambini di varie nazionalità attraverso 69 studi, rilevando che, in media, il battito cardiaco per i neonati di un mese è in media di 145 battiti per minuto, mentre per i bambini di due anni la media si attesta intorno ai 113 battiti ogni 60 secondi.

    Gli autori dello studio hanno quindi prodotto nuovi grafici che mostrano gli attuali segni vitali, comparandoli con quelli delle linee guida attualmente utilizzate che, secondo i ricercatori, non sarebbero basati sull’evidenza.

    I nostri risultati – ha spiegato Matthew Thompson, dell’Università di Oxford – suggeriscono che le attuali linee guida dovrebbero essere aggiornate con le nuove rilevazioni specialmente per quelle fasce d’età in cui sono state trovate grandi discordanze, che indicano che i parametri di molti bambini vengono probabilmente erroneamente classificati‘.

    In molti casi l’anomalia cardiaca può essere scambiata con un semplice soffio al cuore, una disfunzione che può colpire i bambini piccoli ma che per il 60% dei casi non dà problemi crescendo perchè sparisce, in quel caso il latte potrebbe rivelarsi un prezioso alleato.