Bilinguismo nei bambini: non crea problemi e non è sconsigliato

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    Bilinguismo nei bambini: non crea problemi e non è sconsigliato

    Il bilinguismo nei bambini crea problemi al loro sviluppo? Nella nostra società parlare più lingue è sicuramente un vantaggio, ma lo è davvero anche per i neonati e i bambini piccoli? Parlare due lingue per i bambini e i neonati può essere una scelta dei genitori, che vogliono insegnarli una seconda lingua sin da piccoli, ma anche una necessità quando in famiglia c’è una persona che parla solo (come un nonno) o anche (come un genitore) una lingua diversa da quella del paese in cui il bambino vive.

    A differenza di quanto pensano molti genitori, il bilinguismo nei bambini non dà problemi e non è sconsigliato. Il bilinguismo nei bambini, infatti, non crea problemi al loro sviluppo cognitivo. Questo anche perché, quando sono neonati o ancora molto piccoli, i bambini tendono ad apprendere tutto secondo uno spontaneo meccanismo di apprendimento. Abituare i bambini al bilinguismo fin da piccoli, quindi, non causa problemi alla loro crescita. Nessun problema dunque nel rivolgersi al bambino con due lingue differenti, anche quando questa persona non sia proprio quella della propria famiglia di origine, ad esempio quando si tratta di un nonno.

    Questo anche perché da piccoli i bambini tendono a percepire gli input esterni soprattutto dal timbro e dal tono di voce che viene usato, apprendendo anche grazie a questi parametri. Insomma, abituare i bambini al bilinguismo per necessità o scelta, non da problemi di nessun genere e anzi può costituire un valore aggiunto per gli stessi bambini quando saranno più grandi.