Bruciore di stomaco in gravidanza: farmaci solo se indispensabili

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    Bruciore di stomaco in gravidanza: farmaci solo se indispensabili

    Il bruciore di stomaco in gravidanza è un disturbo comune alle donne in attesa. Si calcola infatti che ne siano colpite almeno la metà delle future mamme. Generalmente il fastidio compare intorno al terzo trimestre o comunque non prima del quarto mese ed è dovuto a tutta la serie di cambiamenti affrontati dall’organismo della donna durante la gestazione. Va detto che il fastidio in questione andrebbe tendenzialmente risolto a tavola, adottando un’alimentazione specifica che permetta di attenuarlo o prevenirlo. Altri fattori da evitare sono il fumo, lo stress e l’alcol. Al di là di questi rimedi di cui abbiamo già trattato, l’uso dei farmaci è invece sconsigliato.

    Come per tutti gli altri disturbi durante la gravidanza, infatti, i farmaci vanno in genere evitati ed é meglio optare per dei rimedi ‘naturali’. Oltre a tutti i rimedi che abbiamo già indicato, da adottare a tavola e non, un’alternativa possibile è quella di ricorrere all’omeopatia (sempre su consulto di un medico specialista in omeopatia) o a rimedi naturali a base di erbe (come gli infusi di altea o camomilla) consultando l’erborista. Solo nei casi particolarmente seri, si interviene con i farmaci, e sempre su consiglio del pediatra.

    I farmaci più usati per contrastare il bruciore di stomaco in gravidanza sono: gli alginati (che formano una barriera che blocca il reflusso), gli antiacidi (che neutralizzano gli acidi dello stomaco) e gli antisecretivi (che limitano la produzione di acidi dello stomaco). Come già detto, comunque, è importante considerare prima tutti gli altri rimedi non farmacologici, dal momento che l’uso di farmaci in gravidanza, dove possibile, andrebbe sempre evitato. In ogni caso, i farmaci, invece, vanno assunti sempre su indicazione del pediatra.