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Carenza di vitamina D in gravidanza: rischi e rimedi

Carenza di vitamina D in gravidanza: rischi e rimedi
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    Carenza di vitamina D in gravidanza: rischi e rimedi

    Una carenza di vitamina D comporta diversi rischi per la gravidanza. La vitamina D è una vitamina fondamentale che favorisce molti processi dell’organismo. Essa, infatti, supporta il sistema nervoso e le ossa. Per questo, anche il feto, per la sua formazione, necessita di questa vitamina per svilupparsi al meglio. In mancanza, possono aversi delle conseguenze soprattutto sull’accrescimento del feto. Non tutte le mamme, però, sanno come assumere questa vitamina, che si trova in alcuni alimenti, ma viene sintetizzata soprattutto dall’organismo con l’esposizione solare. Ma, quali sono i rischi della carenza di vitamina D in gravidanza e quali i rimedi possibili?

    La carenza di vitamina D può avere conseguenze sul corretto sviluppo del feto. Al riguardo è stato condotto uno studio dall’Università di Pittsburgh, su 2.146 donne incinte. La ricerca ha evidenziato che i livelli di questa vitamina assunti nel primo trimestre di gravidanza sono strettamente correlati al peso e alla circonferenza cranica del bambino al momento della nascita. In altre parole, lo studio ha dimostrato che una carenza di vitamina D può compromettere l’accrescimento del bambino che, quindi, può risultare più piccolo della norma al momento della nascita. Secondo le stesse ricerche, infatti, la carenza di vitamina D in gravidanza può portare alla nascita di un bambino dal peso di più di 45 grammi inferiore rispetto alla norma. Per questo, si raccomanda alle future mamme di garantirsi la giusta quantità di questa vitamina durante tutti e tre i trimestri di gravidanza.

    Per assicurarsi la giusta quantità di vitamina D in gravidanza è necessario che la donna assuma tutti gli alimenti che la contengono. Tra questi soprattutto: il pesce (in particolare la trota, la sogliola, lo sgombro, il salmone, il pesce spada, il tonno e le sardine), le uova (soprattutto il tuorlo), il burro, il latte, il fegato, i cereali e le verdure a foglia verde.

    Oltre alla dieta, però, per garantirsi il giusto apporto di vitamina D, è necessario che la donna incinta si esponga alla luce del sole. Si consiglia di farlo nelle ore meno calde (quindi o a pomeriggio inoltrato o al mattino presto), per almeno mezz’ora al giorno. Il nostro organismo, da solo, grazie all’esposizione solare riesce a sintetizzare la vitamina D di cui necessita. Infine, qualora il ginecologo dovesse ravvisarne la necessità, possono essere consigliati anche degli appositi integratori a supporto della dieta. In gravidanza, però, meglio evitare il fai da te e rivolgersi sempre al medico.

    Foto tratta da Pixabay

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