Citomegalovirus in gravidanza: quali conseguenze può avere

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    Citomegalovirus in gravidanza: quali conseguenze può avere

    Il citomegalovirus può avere delle conseguenze sul feto e il suo benessere alla nascita, per questo è importante capire come fare prevenzione ed eseguire i controlli di routine. Il citomegalovirus solitamente viene diagnosticato attraverso il cosiddetto torch test, che permette anche di verificare il rischio di toxoplasmosi, di rosolia e herpes. Si tratta di infezioni provocate da virus, che possono avere conseguenze sul feto. Il test mira a ricercare la presenza di anticorpi ai virus; se questi sono presenti vuol dire che la mamma ha già contratto in passato il virus e quindi è immune, oppure che è stata contagiata dal virus e l’infezione è in corso.

    Se invece dagli esami non risultano gli anticorpi al virus, il contagio non sussiste, ma non è escluso durante la gravidanza. Va detto anche, però, che nel caso del citomegalovirus in gravidanza, l’immunità non è permanente e infatti il rischio di ricontrarre l’infezione è possibile nell’1% dei casi. Comunque, nello specifico, la presenza di anticorpi di tipo IgG con IgM assenti indica uno stato di immunità, mentre l’assenza di entrambi gli anticorpi indica che non si è mai stati in contatto con il virus. Per quanto riguarda invece le conseguenze che il citomegalovirus in gravidanza può avere, il rischio è che il virus passi dalla mamma al feto. In questo caso, nel 90% dei casi il neonato nasce senza sintomi, mentre nel 10-15% dei casi potrà manifestare in futuro dei disturbi come la sordità.

    In altri casi invece delle patologie si manifestano già nella vita intrauterina (come deficit mentale, cecità o sordità). Infine è possibile che il bambino contragga l’infezione al momento del parto. Riassumendo, il citomegalovirus in gravidanza può avere delle conseguenze sul feto, quindi è consigliato eseguire i controlli di routine.