Congedo maternità, novità e agevolazioni per le mamme lavoratrici

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    Congedo maternità, novità e agevolazioni per le mamme lavoratrici

    Possibilità di lavorare da casa invece che prendere il congedo parentale, possibilità di avere orari di lavoro più flessibili sia per le mamme che per i papà fino a a quando il bambino non avrà compiuto i tre anni, possibilità di modificare temporaneamente il proprio rapporto lavorativo a tempo pieno in un part time per aiutare i familiari con figli piccoli, creazione di asili nido aziendali e possibilità per i datori di lavoro di erogare buoni per baby-sitter, colf e badanti.

    Si tratta solo di alcune delle importanti novità contenute nel nuovo pacchetto di proposte presentato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi per conciliare lavoro e maternità.

    L’obiettivo del pacchetto Sacconi è quello di trovare una mediazione tra i tempi lavorativi e le esigenze famigliari, sia delle mamme che dei papà al fine di rendere un servizio alle famiglie, ma anche alle aziende che potranno usufruire in maniera più produttiva ed efficiente del congedo parentale, cioè la cosiddetta maternità.

    La bozza prevede, inoltre, la possibilità di usufruire di due settimane per l’inserimento dei bimbi alle scuole materne e al primo anno di scuola elementare, l’istituzione di una banca delle ore per genitori con figli fino a due anni di età che potrebbero avere diritto a percepire la sola maggiorazione accantonando le ore straordinarie in un conto ore.

    Il ministro propone inoltre l’introduzione di turni lunghi più concentrati e, in cambio di questo, offre la possibilità di usufruire di una detassazione del 10% sul salario.

    In Parlamento giacciono già diverse proposte per favorire la conciliazione tra tempi di lavoro e vita familiare, tra cui quella bipartisan sui congedi di paternità obbligatori. A puntare sul quoziente familiare e sulla necessità di estenderlo dalle città ‘pilota’ a tutto il paese è stato Pietro Vignali, sindaco di Parma e promotore, inseme ai colleghi di Roma, Varese e Bari, del network italiano delle ‘città a misura di famiglia‘. ‘Per sostenere concretamente la famiglia, occorre che il prelievo fiscale sia modulato sui reali carichi che ogni famiglia quotidianamente sostiene: figli, anziani, disabilità‘ ha spiegato Vignali che nella sua città ha realizzato il Quoziente Parma, primo esempio di quoziente familiare applicato a tutte le tasse, le tariffe e i servizi comunali. Uno strumento concreto a cui numerosi Comuni, a partire da quello di Roma, si sono già ispirati.