Contraccettivo post parto: la minipillola

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    Contraccettivo post parto: la minipillola

    Dopo il parto le mamme potrebbero comunque voler utilizzare la pillola come metodo contraccettivo. Ma è possibile ricorrere alla pillola normalmente prescritta durante il puerperio, cioè il periodo immediatamente successivo al parto? La pillola usata comunemente contiene e funziona per la presenza di particolari ormoni, di conseguenza la mamma potrebbe chiedersi se questo non comprometta in qualche modo il suo organismo, l’allattamento (in particolare la produzione di latte) e il bebè (che viene allattato al seno). Nel periodo del puerperio (le 4-6 settimane che seguono il parto) la mamma può ricorrere comunque alla pillola come metodo contraccettivo anche se si tratta di una pillola diversa da quella che assume comunemente, una minipillola.

    Questo contraccettivo si caratterizza proprio per un ridotto dosaggio ormonale, ma anche per la presenza di una sola tipologia di ormoni. La minipillola, infatti, non contiene estrogeni, ma solo progestinici e può essere usata anche nel caso di allattamento al seno. In questo periodo, quindi, è sconsigliata la pillola normalmente utilizzata in quanto questa potrebbe avere due effetti negativi; gli estrogeni contenuti, infatti, da un lato potrebbero passare al bebè con le poppate, dall’altro influire direttamente sulla produzione del latte materno.

    La minipillola ha comunque gli stessi vantaggi di quella classica in quanto garantisce una percentuale di sicurezza del 99 per cento. Anche la minipillola, però, deve essere assunta tutti i giorni, alla stessa ora e per tutto il periodo dell’allattamento. Si tratta, insomma, di una valida alternativa alla pillola anticoncezionale comune.