Depressione in gravidanza, quali sono i rischi per il nascituro?

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    Depressione in gravidanza, quali sono i rischi per il nascituro?

    Spesso si parla della depressione post partum e di quella che molte donne sperimentano durante la gravidanza per via degli sbalzi ormonali e dei grandi cambiamenti fisici e psicologici che diventare mamma comporta. Nella maggior parte dei casi si tratta la questione dal punto di vista della donna e si esaminano i possibili rischi sul corpo e sulla mente della neomamma. Fatti di cronaca purtroppo evidenziano come in casi estremi di depressione sottovalutata le conseguenze possano portare ad aggressività contro i neonati. Ma recenti studi hanno messo in evidenza, anche a prescindere da questi casi tragici e limite, i rischi per la salute del neonato se la mamma non è serena.

    Una recente ricerca condotta nella Scuola di Medicina dell’Università del Michigan ha approfondito questo legame. Le due possibilità statisticamente più frequenti nei figli di mamme depresse durante la gravidanza sono l’ipersensibilità allo stress o un rigido blocco della risposta allo stress. Lo studio ha portato al reclutamento di 157 donne incinta, tutte con età superiore ai 20 anni. Nei diversi stadi della gravidanza è stato registrato lo stato depressivo: in seguito, al momento del parto, è stato prelevato campione di sangue dal cordone ombelicale del neonato per misurare il livello degli ormoni dello stress. Dopo circa due settimane i neonati sono stati sottoposti a test comportamentali per verificare la loro risposta agli stimoli. Per ora sono state rilevate delle differenze tra neonati da mamme depresse e figli di donne che non hanno avuto questo problema ma è ancora presto per quantificare la negatività di questi valori. In goni caso quel che è certo è che la depressione in gravidanza va superata in tutti i modi possibili e chiedendo aiuto a degli specialisti.