Dialogo madre-figlia: tanto shopping, poca contraccezione

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    Dialogo madre-figlia: tanto shopping, poca contraccezione

    Vi ricordate la serie televisiva ‘Una mamma per amica‘ che aveva per protagoniste una madre trentaduenne, Lorelai, e la figlia sedicenne Rory e il loro splendido rapporto basato su un dialogo aperto su praticamente qualsivoglia argomento?

    Ebbene, sappiate che nella realtà le cose sono ben lontane da quelle descritte nella fiction. Il dialogo fra madri e figlie italiane si fonda principalmente su argomenti come lo shopping, le cure estetiche e l’amore romantico e trascura aspetti come l’attualità, la politica e la contraccezione.

    A metterlo in evidenza è Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia e sessuologia del San Raffaele Resnati di Milano, che ha condotto una ricerca sul tema su un campione rappresentativo di 1.566 donne italiane. ‘Il dialogo fra le madri e le figlie verte principalmente su temi come l’abbigliamento, il look, il parrucchiere, i cosmetici, le palestre, in generale l’immagine – ha affermato la Graziottin – Oppure sugli amori, sulla sfera romantica ed erotica. Ma poco sulla contraccezione e soprattutto su politica, arte, cultura in generale‘.

    Temi importanti come l’educazione sessuale in generale e la contraccezione in particolare non sarebbero, dunque, affrontati dalle madri. Non stupisce, quindi, che il 27 per cento degli adolescenti italiani non faccia uso di anticoncezionali e la percentuale sale al 35 per cento tra le sole ragazze.

    Solo il 40% delle mamme di ragazze nate dall’85 in poi - ha spiegato l’esperta in occasione del convegno Immigrate e contraccezione: diritti negati che si è svolto ieri a Roma – parla di contraccezione con le figlie. Inoltre la qualità del dialogo su temi importanti come religione, cinema, teatro, musica, cultura o politica, è scarsissima, mentre gli argomenti più discussi sono legati alla sfera del benessere individuale e dell’immagine estetica‘.

    Anche il ricorso alla cosiddetta contraccezione di emergenza, vale a dire alla pillola del giorno dopo è una prerogativa delle ragazzine sotto i 20 anni. Una stima sugli ultimi anni parla di 370mila confezioni vendute e usate nel 55 % dei casi da minorenni.

    Insomma, analizzando come sta cambiando il dialogo fra madri e figlie negli ultimi ’50 anni, ci siamo resi conto che la qualità è in netto calo. La salute rimane un argomento caro alle donne, ma si parla troppo poco di contraccezione: ecco perché il 55% delle pillole del giorno dopo viene consumato nella fascia delle 14-20enni‘ ha concluso la Graziottin.