Diventare papà: gli ormoni che rendono pronti

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    E’ bello sapere da un uomo cosa si prova a diventare papà. Ogni donna vorrebbe ascoltare il racconto dettagliato delle gioie e delle paure che lo circondano durante la gravidanza, il parto e oltre. Tuttavia uomini e donne, si sa, hanno un modo assai diverso di comunicare le emozioni. Qualche tempo fa, al temine di una ricerca, la neuropsichiatra statunitense Luann Brizendine formulò un ottimo paragone: ‘Le donne hanno un’autostrada a otto corsie per elaborare le emozioni, mentre gli uomini l’equivalente di un sentiero di campagna’. Il gentil sesso utilizza 20 mila parole contro 7 mila dei maschi. Il triplo. E a detta del simpaticissimo video succede dalla più giovane età.

    La neuroscienza svela oggi ciò che succede nel cervello dei neo papà e che i silenziosi uomini non dicono. La ricerca, condotta da un team di studiosi delle Università di Yale (USA) e di Bar-Ilan (Israele), rivela un aumento di produzione di ossitocina e prolattina nel momento più alto della paternità. Cioè quando gli uomini, per la prima volta, accolgono in braccio il loro bebè.

    Al femminile, i due ormoni sono già ampiamente noti per la capacità di rinvigorire il legame madre-figlio. Risvolti affettivi di una funzione, in primo luogo, fisiologica: l’ossitocina è il supporto fondamentale durante il parto per la contrazione uterina mentre la prolattina aiuta la lattazione. La vera novità, apportata in campo medico dal gruppo guidato dalla professoressa Ruth Feldman, è quella di slegare la presenza dei due ormoni dalla gravidanza e dall’allattamento, come sostenuto fino ad oggi.

    Gli ormoni agiscono sul centro emotivo del cervello dei neo papà e li stimolano a prendersi cura della loro prole. Potrebbe essere il motivo per cui, come sostiene Feldman “molti padri parlano di un disinteresse verso la paternità fino al momento in cui non si trovano il bambino tra le braccia, ammettendo un cambiamento nei sentimenti, una improvvisa tempesta emotiva”. Una tempesta che si abbatte felicemente anche su chi non si sente pronto a diventare genitore.