Effetti chemioterapia: aumentano le possibilità di mantenere la fertilità

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    Effetti chemioterapia: aumentano le possibilità di mantenere la fertilità

    Il cancro purtroppo sta colpendo un numero sempre maggiore di giovani: la terapia di chemioterapia, che può salvare loro la vita, al tempo stesso però può impedire ai pazienti di avere figli minando alla loro fertilità. L’infertilità dovuta alla radioterapia e alla chemio colpisce approssimativamente il 10% dei soggetti in cura dopo la diagnosi di cancro. Secondo quanto riportato in un articolo di questo mese della rivista Mayo Clinic Proceedings le tecniche per accumulare e conservare le cellule riproduttive sono ampliamente migliorate negli ultimi anni.

    Una speranza sicuramente importante anche se ciò non vuol dire che il problema sia risolto. Come ha sottolineato l’endocrinologo riproduttivo della Mayo Clinic, Jani Jensen, direttore della ricerca, lo studio per la conservazione della fertilità dei pazienti che si sottopongono a chemioterapia e radioterapia è ancora agli inizi anche se i progressi tecnologici recenti sono stati sorprendentemente rapidi. Lo studio ha messo a confronto diverse tecniche per la conservazione della fertilità, da quelle tradizionali a quelle più innovative. Il congelamento degli spermatozoi resta sicuramente una soluzione affidabile ma ultimamente si sta diffondendo anche l’alternativa del congelamento di ovuli femminili. Si tratta di una tecnica non del tutto nuova anche se ci sono voluti diversi anni fino a che si ottenessero i primi successi perché gli ovociti sono cellule molto fragili e soggette a facile rottura. Resta poi la via del congelamento degli embrioni: questa tecnica permette maggiori possibilità di successo rispetto al congelamento delle singole uova. Questa può essere una buona soluzione per pazienti sposati o con relazioni stabili da lungo tempo. Un nuovo territorio su cui la scienza si sta muovendo prevede invece la coltivazione e la conservazione dello sperma e dei tessuti uovo da malati in età precoce. E’ importante presentare le opzioni ai pazienti e fare in modo che la loro decisione maturi con tempismo. Va precisato che nel nostro Paese la legge 40/2004 limita fortemente la scelta per quanto riguarda alcune tecniche di conservazione contenute nella ricerca. Per questo ancora oggi molte coppie italiane con problemi di sterilità vanno all’estero per avere un figlio.