Epidurale self service riduce la necessità di un intervento medico

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    Epidurale self service riduce la necessità di un intervento medico

    Mentre in Italia chiedere un’ anestesia epidurale durante il travaglio sembra ancora utopia, in alcuni ospedali, o comunque un fatto raro e spesso evitato per costi e mancanza di personale, all’estero stanno già usando l’epidurale self-service. Il controllo dell’epidurale viene dato alla madre stessa che a seconda del livello del dolore attraverso un pulsante può o meno somministrarsi l’analgesico. Questo metodo non è stato preso in considerazione dagli ospedali per molto tempo perchè troppo costoso, ma ora un recente studio ha dimostrato che l’epidurale self-service potrebbe diminuire la necessità di un intervento medico, oltre a diminuire la quantità di anestetico.

    La ricerca firmata Memorial Medical Center in California ha effettuato uno studio: su 270 donne in fase di travaglio un terzo ha provato la tecnica dell’epidurale self-service usando un 30% in meno di anestetico rispetto alla tecnica tradizionale. L’epidurale tradizionale viene somministrato a un ritmo costante ma sempre alla presenza di un medico, il self service permette invece alle donne di avere il controllo sull’epidurale premendo un tasto quando il dolore si fa più intenso si somministrano l’anestetico.

    Il metodo self-service è stato chiamato analgesia epidurale controllata dal paziente PCEA, e lo studio ha dimostrato un nesso tra l’uso di PCEA e la riduzione dell’uso di forcipe o ventosa, ma sebbene soddisfatte della tecnica alcune donne dopo il metodo di auto controllo del dolore hanno riscontrato più dolore nelle fasi successive al parto.

    E’ possibile che la scoperta di riduzione di intervento medico grazie all‘epidurale self service porti un cambiamento in molti stati, per esempio attualmente nel Regno Unito solo un quinto degli ospedali usa tale metodo perchè costoso, ma una volta esaminati i nuovi vantaggi è probabile che questi giustifichino i costi.

    La tecnica riduce la necessità di anestetico che a sua volta riduce la necessità di forcipe, e dà alle donne una sensazione di controllo. La questione è se i vantaggi clinici sono sufficienti per giustificare il costo di nuove attrezzature e formazione del personale,’Dr Elisabetta McGrady, docente onorario clinico in anestesia alla Glasgow University. E in Italia?