Famiglie allargate: come essere una buona matrigna

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    Famiglie allargate: come essere una buona matrigna

    Il termine matrigna è profondamente cacofonico: basta nominarlo e viene in mente la figura cattiva di Cenerentola. Ma la diffusione delle famiglie allargate e felici porta ad abbandonare questo stereotipo: la compagna di papà non è più la serpe, la manipolatrice senza scrupoli o l’intrusa in casa. Sono passati i tempi in cui la matrigna dal viso pallido e austero e il rossetto scuro veste di nero e giudica con severità. Siete innamorate di un uomo che è anche papà: ecco come costruire un buon rapporto con i vostri figliastri!

    Prima di tutto c’è da fare una grande distinzione: lui è divorziato o vedovo? Nel primo caso i figli hanno già una mamma quindi il vostro compito dovrà essere collaborativo, rispettoso e non invadente. Convivere con un uomo separato spesso vuol dire ospitar ei figli nel weekend quindi non si tratta di un impegno quotidiano. Se lui è vedovo e decidete di andare a vivere insieme voi diventerete inevitabilmente il punto di riferimento femminile dei bambini. Questo può diventare impegnativo soprattutto se sei una di quelle donne che non prevedono gravidanze e maternità nella propria vita. Se i figli sono adolescenti il rapporto potrebbe essere più complesso perché avranno un carattere formato e sono cresciuti senza la tua presenza: dovrai armarti di grande sensibilità e tatto e di molta molta pazienza. Nessuno nasce imparato nel ruolo di genitore ma quando non sono i figli di un’altra donna ogni errore ha un eco maggiore: ‘Non sei mia mamma’ è una frase che potrai sentirti dire e che fa male anche se è solo un’affermazione di un fatto oggettivamente vero. Ma niente allarmismo: la regola fondamentale è essere se stessa perché in fondo nessuna famiglia è perfetta. Se all’inizio lo farai per amore del partner presto scoprirai di essere innamorata anche dei suoi figli che sono parte di lui.