Favole di Fedro per bambini

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    Favole di Fedro per bambini

    Le favole di Fedro per bambini narrano i vizi e le virtù degli uomini ai più piccoli. Questi componimenti secolari, oltre che in italiano, sono stati tradotti nel tempo in tantissime lingue e sono più o meno famosi. Insieme a quelle di Esopo, le fiabe di Fedro sono tra le opere in latino più adatte ai più piccoli. Proponetele quindi ai bambini, magari anche illustrate da qualche disegno che le accompagni.

    La vacca, la capretta, la pecora e il leone

    Dimostrerà la favoletta mia

    ch’è sempre cosa infida

    lo stare col potente in compagnia.

    La vacca e la capretta

    e la pecora ai torti rassegnata

    furono insieme soci

    con il leone nei selvaggi siti.

    Or avendo costoro catturato

    un cervo grande e grosso

    così di sopra i brani già spartiti

    il leone parlò:

    - La prima parte a me, perché mi chiamo

    leone, la seconda me la date

    come a compagno, viene a me la terza

    perché di più io posso,

    e chi osasse toccar la quarta parte

    avrà suo danno addosso.-

    Bastò così la prepotenza sola

    Per capire ogni cosa.

    La morale di questa fiaba è proprio che, a frequentare i prepotenti, non si ottiene mai niente!

    La mosca e la mula

    C’era una volta una mosca che andava ronzando qua e la senza una meta ben precisa…..

    Un pomeriggio scorse una mula intenta a tirare un carro…….e subito si diresse verso di lei posandosi sul timone dello stesso carro….. sussurrandole: ”Come sei lenta!!!”Nonostante quelle parole, la mula, in apparenza continuò.

    “E’ mai possibile che tu non possa andare più in fretta….stai attenta che non ti punzecchi il collo con il mio stiletto, per bacco…..”; per nulla intimidita continuò a mantenere la stessa andatura…..

    Irritata dalla mancata risposta, la mosca, continuò a sollecitare la mula con la stessa domanda……

    La povera mula, allora, stanca ed esausta per la giornata lavorativa, ma anche per le continue domande, abbozzò una simile risposta: “Senti bella fannullona…..non mi lascio certo intimidire dalle tue parole, piuttosto ho invece paura, non certo di te, ma di questo qua dietro che seduto su un seggiolone governa il mio giogo con una frusta e doma la mia bocca con un piccolo morsetto..!”

    Lascia perdere la tua inutile arroganza, non ho certo bisogno di essere sollecitata da una come te, lo sò io quando è ora di correre e quando è ora di battere la fiacca!

    La morale di questa favola è che, purtroppo, oltre che di arroganti veri, il mondo è anche pieno di arroganti fasulli. A noi il compito di smascherarli e contrastarli!

    La volpe senza coda

    C’era una volta una volpe che durante una battuta di caccia, durante la fuga, si era imbattuta in una tagliola che le aveva mozzato la coda.

    Nonostante avesse salvato “la pelle”, riteneva che per tale motivo la sua vita fosse intollerabile. Capì perciò che occorreva convincere le altre volpi a tagliarsi la coda così che il suo difetto svanisse nella totale disgrazia. Decise allora di convocarle tutte e le esortò a compiere il gesto affermando che la coda non solo era brutta ma pendeva dal loro corpo come un peso inutile.

    Una di esse, però, non del tutto convinta, prese la parola e disse: “Ma se ciò non tornasse utile a te….non ce lo consiglieresti di certo”.

    La morale di questa favola è che i consigli delle persone sono, talvolta, interessati.

    Il lupo e l’asino

    Un lupo illuminato, divenuto capo di un branco, impose la sua legge, ovvero: tutti dovevano dividere ogni preda catturata durante la caccia e assegnare a ciascuno una parte uguale del bottino, perché, pensava a ragione, che i lupi rimasti a bocca asciutta si sarebbero prima o poi sbranati tra di loro. Si fece allora avanti un asino che scuotendo la criniera disse:”Bella e sensata davvero, l’idea del lupo! Come mai però “Tu”, disse rivolgendosi al capo, hai riposto nella tua tana il bottino di ieri? Su dunque condividilo con gli altri e spartiscilo”. Il capo dei lupi allora, svergognato, fu costretto ad abolire la legge.

    La morale di questa favola è che chi promulga le leggi spesso le disattende lui stesso.

    Proponete ai bambini anche le favole di Esopo oppure tutte le altre con morale!