Favole per bambini: un vero e proprio strumento educativo

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    Favole per bambini: un vero e proprio strumento educativo

    Abbiamo già spiegato perché le favole piacciono tanto ai bambini. Tuttavia, le favole, oltre a rispondere a loro fondamentali esigenze, rappresentano anche un vero e proprio strumento educativo per i piccoli. Questo perché in ogni fiaba che si rispetti viene generalmente presentata una situazione drammatica o comunque difficile che il protagonista è chiamato ad affrontare. La favola presenta anche sempre la soluzione del problema e indica il modo in cui il protagonista riesce ad uscire dalla crisi. In questo modo, gli adulti, riescono a trasmettere un messaggio davvero significativo per i bambini, e cioè ‘spiegano’ ai piccoli come affrontare i pericoli del modo esterno e allo stesso tempo iniziano a trasmettere proprio la distinzione tra il bene ed il male.

    Tra l’altro, anche il protagonista delle fiabe, è generalmente un eroe o un’eroina portatrice di buoni valori e buoni sentimenti. Il bambino, che si identifica in questi personaggi, assorbe questi principi. La favola è poi anche un modo per i bambini di scaricare le emozioni negative accumulate (tutte le ansie e le paure). Non è un caso che spesso i bambini chiedano la ripetizione di una stessa fiabe in un determinato periodo. Questa volontà si spiega proprio considerando che probabilmente il bambino percepisce in quel momento specifico quella fiaba come la ‘sua fiaba’, e cioè quella che maggiormente parla di sé, di un problema o una difficoltà che riguarda lui o il suo sviluppo.

    Per questo, quando i bambini chiedono la ripetizione di una fiaba in un certo periodo, andrebbero sempre accontentati. Le favole da raccontare, almeno nei primi anni di vita, andrebbero scelte tra quelle a lieto fine. In questi casi, infatti, la situazione drammatica prospettata al protagonista all’inizio, si risolve sempre positivamente e questo messaggio fa bene al bambino. Per le favole che non hanno lieto fine, invece, è meglio aspettare, dal momento che quando è ancora molto piccolo, il bambino non ha ancora le strutture mentali per comprendere le situazioni di dolore e difficoltà della vita.