Fecondazione artificiale: nato il primo neonato-medicina

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    Fecondazione artificiale: nato il primo neonato-medicina

    E’ nato, in Francia, il primo ‘neonato-medicina‘ con fecondazione artificiale e selezione dell’embrione. Grazie a questa tecnica il suo sangue potrà contribuire alla cura della beta-talassemia che affligge i suoi fratelli maggiori.

    Il piccolo si chiama Umut-Talha, un nome turco che significa Nostra Speranza ed è venuto al mondo il 26 gennaio poco dopo le 21 all’ospedale Antoine-Bécière a Clamart, poco distante da Parigi e i medici dicono che ‘è in ottima salute‘.

    Tramite una doppia diagnosi genetica pre-impianto, i medici hanno potuto scegliere un embrione non portatore della malattia e compatibile a livello ematico e di tessuti con i fratelli malati, per poi procedere con la fecondazione in vitro.

    Questo tipo di tecnica pur essendo legalizzato in Francia dal 2004, suscita ancora forti polemiche tra l’opinione pubblica ed è la prima volta che una gravidanza di questo tipo viene portata a termine con successo nel Paese.

    La pratica è legale in numerosi altri Stati europei, tra cui la Spagna e il Belgio, dove nel 2005 sono nati i primi due ‘neonati-medicina’ europei. La prima nascita di un bambino di questo tipo, invece, è avvenuta negli Stati Uniti, nel 2000. In Italia, si procede ancora troppo lentamente lungo questa strada e per l’ovodonazione le coppie con problemi di sterilità si recano all’estero. Nel nostro paese la legge 40/2004 vieta la fecondazione con donazione dei gameti, vieta la fecondazione assistita ai single e omosessuali, vieta il congelamento degli embrioni e, nella fecondazione assistita con ovuli propri, vieta la produzione di massimo 3 embrioni per ciclo di stimolazione ovarica, limitando così l’efficacia della tecnica.

    Così succede che mentre in Italia una legge fa il suo perenne viavai dalla Consulta, in altri Paesi Europei, come la Francia le tecniche di fecondazione assistita consentono non solo di mettere al mondo nuove vite, ma di contribuire al miglioramento delle condizioni di salute di quelle già nate.