Fecondazione assistita, nasce la prima bimba senza gene del cancro

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    Fecondazione assistita, nasce la prima bimba senza gene del cancro

    E’ successo in Spagna, la notizia è stata diffusa dal giornale iberico El Mundo. A quanto pare sarebbe nata la prima bambina senza un gene, il ‘Brca1′, strettamente legato allo sviluppo dei tumori, in particolare quelli al seno, alle ovaie e al pancreas. Questo è stato il risultato di una lunga e accurata selezione genetica che ha portato a questo importantissima conquista scientifica, una ricerca che è stata possibile anche grazie al fatto che la legge spagnola non vieta la riproduzione assistita su embrioni liberi, geneticamente privi di malattie legate ad un unico gene, cosa che in Italia ancora non è possibile fare. L’intervento è stato eseguito nel centro di diagnosi genetica pre-impianto presso la struttura Puignvert-Sant Pau di Barcellona.

    La madre della bimba aveva deciso, con il suo compagno, di tentare il programma di riproduzione assistita, per evitare che la sua storia familiare di cancro al seno continuasse a ripetersi, dopo numerosi casi di tumore tra i familiari. Presto la coppia ha ricevuto l’autorizzazione da parte della Commissione Nazionale per la Riproduzione Assistita, che ha dato quindi il via libera per iniziare la nuova procedura.

    Il procedimento è stato quello di impiantare nell’utero della donna solo embrioni senza il gene ‘Brca1′, scartando quindi tutti quelli che avevano probabilità di ammalarsi di cancro. Si è trattato di una selezione pre-impianto che in Italia è vietata principalmente per motivi etici, e che in Spagna vene effettuata solo in caso di difetti genetici o malattie ereditarie.

    Dopo i nove mesi dall’impianto è nata la prima bimba spagnola priva di Brca1. Un risultato scientifico importante, che lascia ampio spazio anche alle critiche di ordine etico ma che fa anche sperare molte altre coppie. In Spagna infatti già le richieste di questo tipo di tecnica sono in aumento.

    I ricercatori però procedono con estrema cautela affermando che ‘non tutte le coppie che hanno una storia famigliare di cancro ereditario – secondo la dottoressa Nùria Terribas – possono accedere a tali tecniche, vengono infatti valutati caso per caso in base alla gravità dei casi’.