Fecondazione, un bambino al giorno nasce da ovulo congelato

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    Fecondazione, un bambino al giorno nasce da ovulo congelato

    E’ un problema di molte coppie quello di non riuscire ad avere bambini. In passato le cure erano quelle classiche a base di ormoni, oggi c’è una possibilità in più, quella di ricorrere alla crioconservazione e cioè la possibilità di congelare un numero indefinito di ovociti che possono essere resi disponibili in qualunque momento per iniziare la procedura di fecondazione assistita con la quale le uova crioconservate vengono impiegate per iniziare una gravidanza. I motivi per i quali si ricorre a questa pratica sono diversi; c’è chi non riesce a concepire o sa che è destinato a una menopausa anticipata, chi invece scopre di avere una grave malattia, come un tumore e cerca di conservare la possibilità di diventare genitore senza dover rinunciare alle cure.

    Le strutture pubbliche per la crioconservazione sono davvero scarse. In Italia contiamo su appena due o tre centri pubblici presenti a Bologna e Milano. Per questo l’unica strada percorribile, dopo aver bussato alla porta dei pochi centri pubblici disponibili, resta quella del privato con una spesa che si aggira tra i 2 e i 3 mila euro.

    Nonostante la carenza di strutture pubbliche nel nostro Paese ogni anno vengono al mondo 350 bambini (nel 2009 un bambino al giorno circa) da ovuli congelati, crioconservati per consentire ad aspiranti genitori di diventare mamma e papà. Sembra anche che questi numeri siano destinati a crescere come sta avvenendo negli Stati Uniti dove uno studio recentemente condotto ha rilevato che il 3-4% delle 30-35enni sarebbe disposta a crioconservare i propri ovuli immediatamente per una futura gravidanza.