Fertilità femminile, Italia più feconda al nord e in Campania

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    Fertilità femminile, Italia più feconda al nord e in Campania

    Arriva una notizia parzialmente positiva con il nuovo Rapporto Osservasalute 2010, uno dei risultati riscontarti dal confronto dei dati e dei sondaggi, sarebbe che l’Italia, rispetto agli anni scorsi sarebbe più feconda. Dico parzialmente positiva perchè nello stesso rapporto si è parlato anche di un paese vecchio e grasso che stenta ad andare avanti, ma fortunatamente cresce anche il numero di bambini per l’aumento di maternità sia nelle over 30, specie al Centro-Nord, sia nelle straniere. Tutto dipende da un tendenziale aumento della popolazione residente in Italia rispetto al biennio 2007/08, principalmente imputabile alla crescita della componente migratoria.

    Le regioni prime in classifica per fecondità ed aumento di nascite sono le Province Autonome del Trentino Alto Adige e la Campania, mentre quelle che registrano i tassi più bassi sono la Liguria, con una popolazione estremamente invecchiata e comportamenti riproduttivi molto limitati (-5,8%), il Friuli Venezia Giulia e il Molise (entrambe con un valore pari a -3,1%).

    Il Tft (Tasso di fecondità totale), secondo il Rapporto Osservasalute 2010, sarebbe aumentato rispetto al 2008, oggi la media sarebbe di 1,4 figli per donna in età feconda. La ripresa dei livelli di fecondità è iniziata dal 1995, quando il Tft raggiunse il suo valore minimo di 1,2 figli per donna, da quell’anno non poteva che salire e le ricerche lo dimostrano.

    Le cause di infertilità sono, nella maggior parte dei casi, legate a stress, difficoltà economiche, poco aiuto da parte delle famiglie di origine e da parte dello Stato. In Inghilterra, al contrario, la crisi economica ha portato ad un incremento sostanziale delle nascite imputabile al fatto che le famiglie hanno avuto modo di restare più tempo tra le mura domestiche e quindi di mettere letteralmente alla prova la propria fecondità, in Italia di questo ancora non si parla.