Festa del papà: poesie da scrivere sul biglietto d’auguri

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    Festa del papà: poesie da scrivere sul biglietto d’auguri

    Quest’anno, il 19 marzo stupisci il tuo babbo o quello tuoi figli – se sei già mamma - facendogli venire i lucciconi agli occhi. Dedicagli una delle tante poesie del papà. Gli uomini raramente si commuovono, ma di fronte a frasi piene di amore difficilmente riusciranno a trattenere le lacrime. Vogliamo scommettere?

    Potresti pensare di ricopiare la poesia di auguri su un biglietto da allegare al regalo oppure se il tuo bambino va a scuola e ha realizzato uno dei lavoretti dedicati alla festa del papà la poesia potrebbe fungere da presentazione ideale allo stesso.

    Vi proponiamo alcune delle poesie più belle della festa del papà.

    Papà di conto non so fare, a scrivere ci provo… accidenti se è difficile… è un mondo tutto nuovo, ma basta uno sguardo, un tuo… “Forza, vieni qua!” … e sulle tue ginocchia tutto è più facile Papà!

    E’ un giorno tanto bello La festa del Papà, la stampa, la tivù fan pubblicità. Ed io che son piccino Ho tanta gioia nel cuore E ogni mia parola è un petalo di fiore. Papà, ti voglio bene, restiamo sempre insieme, gli auguri più sinceri parlano di pace e felicità. Accogli questi auguri Conservali nel cuore, ed io sarò per te un profumato fiore. Ti stringo forte al cuore, ti abbraccio con affetto, da oggi sarò più buono te lo prometto. Buona Festa Papà.

    Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi a me un estraneo, per te stesso, egualmente t’amerei. Ché mi ricordo d’un mattin d’inverno che la prima viola sull’opposto muro scopristi dalla tua finestra e ce ne desti la novella allegro. Poi la scala di legno tolta in spalla di casa uscisti e l’appoggiasti al muro. Noi piccoli stavamo alla finestra. E di quell’ altra volta mi ricordo che la sorella, mia piccola ancora, per la casa inseguivi minacciando. (la caparbia avea fatto non so che) Ma raggiuntala che strillava forte dalla paura, ti mancava il cuore: che avevi visto te inseguir la tua piccola figlia e, tutta spaventata, tu vacillante l’attiravi al petto e con carezze dentro le tue braccia avviluppavi come per difenderla da quel cattivo ch’era il tu di prima. Padre, se anche tu non fossi il mio padre, se anche fossi a me un estraneo, fra tutti quanti gli uomini già tanto pel tuo cuore fanciullo t’amerei.

    Da te, papà, ricevo tanto. A te, papà, io voglio bene. Dite, papà, io vado fiero. A te, papà, io dico grazie. Grazie papà, per il bene che mi vuoi. Grazie papà, per i doni che mi fai. Con te, papà, non ho paura. Con te, papà. mi sento forte. Con te, papà, mi trovo bene. A te, papà, io dico grazie. Grazie papà, per la gioia che mi dai. Grazie papà, per quello che tu sei.