Figli omosessuali, come amarli e capirli

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    Figli omosessuali, come amarli e capirli

    Grazie ad una maggiore accettazione da parte della società sono sempre più numerosi i giovani omosessuali che fanno coming out, ovvero decidono di uscire allo scoperto. Questo passaggio è molto importante: ammettere la propria identità sessuale ha una funzione liberativa ma non esaurisce tutti i problemi. Bisogna affrontare la responsabilità della propria natura non solo nella società ma anche all’interno delle mura domestiche. Per molti genitori è ancora difficile accettare che un figlio sia gay e la situazione può essere vissuta con disperazione e imbarazzo.

    Il primo passo da compiere è sicuramente quello di accettare la natura del proprio figlio: il successivo, non meno importante, quella di riconoscerla e amarla. Ma cosa rende così difficile accettare un figlio omosessuale? Alla base c’è molto egoismo anche se ovviamente in molti casi è inconscio: si vorrebbe proiettare sui figli speranze e sogni irrealizzati e diventare nonni. Anche se i figli danno segnali evidenti dell’omosessualità difficilmente i genitori sono preparati a questa confessione e in molti casi si trovano a fare i conti con una realtà di cui conoscono poco. E’ proprio il figlio ‘il mezzo’ che permette di aprire una finestra su questo mondo e imparare ad apprezzarlo. Se vostro figlio vi confessa la propria identità sessuale non chiudetevi nell’ignoranza: documentatevi sull’argomento e cercate di non cadere in facili stereotipi e pregiudizi. Purtroppo non sono ancora del tutto superate le teorie omofobiche: proprio di recente una ricerca ha definito l’omosessualità come un difetto della nascita da mamme fumatrici. E’ importante chiedere l’aiuto di uno psicologo sia per voi che per vostro figlio che comunque si trova in una situazione difficile e cerca di farsi accettare. Imparerete che vostro figlio è ‘diverso’ solamente dalle aspettative che vi eravate creati ma che è sempre lo stesso che voi avete amato e cresciuto. Avere un figlio gay potrà diventare molto più che una realtà da accettare con rassegnazione o ancor peggio una malattia da curare: è solo una realtà alternativa senza pro o contro. Vi farebbe differenza alcuna avere un figlio moro o uno biondo?