Gengive in gravidanza, se fanno male puoi intervenire così

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    Gengive in gravidanza, se fanno male puoi intervenire così

    Durante l’attesa l’infiammazione delle gengive è un problema comune, tanto che si parla anche di infiammazione gravidica. Il fastidio si manifesta di solito dal secondo mese, si intensifica negli ultimi mesi della gestazione e poi si risolve da solo dopo il parto. La gengivite si manifesta con il sanguinamento di questa parte, ma anche con dolore e gonfiore. Le cause del fenomeno sono diverse: l’aumento del sangue in circolo nel corso delle gravidanza (che in questo periodo arriva anche a raddoppiare), l’innalzamento dei livelli ormonali (in particolare aumento di estrogeni e progesterone), la mutata composizione della placca (che nel corso della gravidanza diventa molto più aggressiva) e l’abbassamento delle difese immunitarie (che aumenta la possibilità di infezioni).

    Come intervenire allora quando questa problematica si manifesta? La parola d’ordine è anzitutto prevenzione: non appena si scopre la gravidanza è opportuno recarsi dal proprio dentista che esegue la rimozione di placca e tartaro se necessario, consiglia eventualmente l’uso di un collutorio e spiega alla mamma come proseguire a casa l’igiene orale correttamente. I denti vanno lavati a due o tre per volta con uno spazzolino piccolo con la testa arrotondata, a ‘secco’ o appena inumidito.

    Si prosegue con una spazzolata veloce con poco dentifricio per rinfrescare la bocca. Vanno lavati ogni 8 ore e comunque dopo ogni pasto. Ogni 3-4 mesi è opportuno anche effettuare un controllo. Molto utile per combattere la gengivite è anche l’assunzione di fluoro tramite gli alimenti che lo contengono come pesce azzurro, tè e spinaci. Ricordiamo anche che la cura delle gengive è indispensabile non solo per la salute della mamma ma anche del piccolo. Studi recenti infatti hanno dimostrato che la mancata attenzione per il problema può tradursi in una maggiore probabilità di avere bimbi prematuri o comunque sottopeso.