Giochi di Natale: la tombola

da , il

    Giochi di Natale: la tombola

    Abbiamo parlato del Mercante in fiera e come non parlare anche della mitica tombola di Natale? Uno dei giochi più antichi che, durante le feste natalizie, molti ripropongono per passare una serata carina in famiglia o con gli amici. Le versioni della tombola sono tante, dalla tombola napoletana con le definizioni in dialetto alla nuovissima tombola trash, che non prevede premi in soldi, ma oggetti di cui tutti gli ospiti si vogliono liberare, per ridere insieme delle cosa strane che ci si ritrova avvolte in casa.

    La tombola è un gioco molto antico che deriva dalle tradizioni popolari, ogni regione italiana ha le sue credenze legate ai numeri, ma il gioco funziona sempre allo stesso modo. Di seguito una delle leggende legate alle origini del gioco della tombola e le regole per giocare.

    Origini della Tombola

    Intorno al 1730, il re di Napoli Carlo III di Borbone era deciso ad ufficializzare nel suo Regno il gioco del Lotto che, se mantenuto in modo clandestino, avrebbe sottratto entrate alle casse dello Stato. A ciò si opponeva il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, perciò tra il sovrano e il frate scoppiò una violenta disputa.

    Padre Rocco, legato al re da un rapporto di amore odio, diceva che non era giusto introdurre un ‘così ingannevole ed amorale diletto’ in un paese in cui si cercava sempre di rispettare gli insegnamenti cattolici.

    Alla fine, però, Carlo III, facendo presente che il lotto, se giocato di nascosto, sarebbe stato più pericoloso, un po’ come si dice per la prostituzione ancora oggi, per le povere tasche dei sudditi, riuscì a spuntarla, ad un patto però, che il gioco del lotto, almeno nella settimana delle festività del Natale, sarebbe stato sospeso. Da qui ovviamente il popolo si organizzò! Durante le feste natalizie ci voleva un gioco da fare in casa.

    I novanta numeri del lotto furono messi in ‘panarielli’ di vimini e, per divertirsi in attesa della mezzanotte, ciascuno provvide a disegnare numeri sulle cartelle. Così la fantasia popolare riuscì a trasformare un gioco pubblico in un gioco familiare, che prese il nome di tombola dalla forma cilindrica del numero impresso nel legno e dal capitombolo che fa lo stesso numero nel cadere sul tavolo dal panariello che, una volta, aveva la forma di tombolo.

    Regole per giocare a Tombola

    Un giocatore con ruolo di croupier ha a disposizione un tabellone sul quale sono riportati tutti i numeri da 1 a 90, e un bussolotto riempito con pezzi numerati in modo analogo. Il suo compito consiste nell’estrarre i numeri in modo casuale, e annunciare agli altri giocati il numero uscito. L’annuncio generalmente include anche l’immagine associata al numero uscito nella tradizione della smorfia o della tradizione legata al luogo in cui si gioca.

    I giocatori dispongono di una o più cartelle precedentemente acquistate, ogni volta che il numero estratto è presente su una o più delle sue schede, il giocatore ‘copre’ la casella corrispondente.

    Lo scopo del gioco è quello di realizzare la tombola, ovvero arrivare per primi a coprire tutti i numeri presenti su una delle proprie cartelle. Normalmente vengono anche assegnati premi minori per risultati intermedi, come l’ambo (vinto dal primo giocatore che copre due numeri presenti sulla stessa riga di una cartella), il terno (tre numeri sulla stessa riga), la quaterna (quattro numeri sulla stessa riga) e la cinquina (tutti e cinque i numeri della riga); anche comune è la pratica di assegnare un premio al tombolino, ovvero la seconda tombola (cartella completata).

    Chi vince un premio su una riga non può vincere il premio successivo sulla stessa riga della stessa cartella. Quindi chi fa un ambo sulla prima riga non può fare terno sulla prima, ma solo sulla seconda e sulla terza, ma può comunque fare quaterna sempre sulla prima riga.

    Anche chi tiene il cartellone può partecipare alla tombola scegliendo una o tutte e sei le cartelle che lo compongono, ovviamente solo se gli altri partecipanti sono d’accordo sulla sua imparzialità nell’estrazione dei numeri.