Giochi per bambini: tornano di moda nascondino e palla avvelenata

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    Giochi per bambini: tornano di moda nascondino e palla avvelenata

    A cosa giocano i bambini di oggi? Spesso abbiamo parlato di come i giochi all’aria aperta stiano scomparendo soppiantanti da videogiochi e computer. Ma c’è una ricerca recente che apre nuove speranze: un gruppo di studiosi della East London University, dell’Università di Sheffield e dell’Institute of Education britannico ha condotto un esperimento durato due anni sulle modalità di gioco dei bambini britannici e hanno riscontrato un recupero di divertimenti tradizionali e, secondo alcuni, obsoleti. Non tutti i bambini di oggi passano i pomeriggi chiusi in camera davanti ad uno schermo e questo non può che farci ben sperare e sentire più vicini alle nuove generazioni.

    Quante volte abbiamo guardato questi bambini schiavi dei videogiochi e del pc con rammarico e anche con un po’ di pena: ora sembrano meno alieni se li immaginiamo correre in giardino e sudare dietro ad un pallone. Ancora nel 2011 c’è chi inventa le conte, chi si nasconde per fare tana, chi conta un-due-tre-stella. Le bambine si immedesimano nei panni delle mamme esercitandosi con i bambolotti e apparecchiano la tavola usando le pentoline proprio come facevamo noi. A darci questa speranza sono i bambini delle scuole elementari di Londra e Sheffield, presi sotto esame per questo studio. Questo non vuol dire che non ci siano delle differenze nel loro modo di giocare rispetto a quello dei loro genitori e ci sono in verità dei divertimenti che si sono andati perdendo, come ad esempio l piste con le biglie. Ma questo non vuol dire che ai bambini di oggi manchi la creatività: solo che l’uomo nero e le fate sono stati rimpiazzati da modelli più moderni come le streghe e i vampiri. La tv influenza i loro giochi: si riprendono le regole dei quiz e dei reality. Ma ci sono anche nuovi valori positivi come la parità dei sessi e il multiculturalismo: maschi e femmine giocano insieme e i bambini di altri Paesi sono ben accetti nel gruppo perché, anche per via della massiccia immigrazione, non sono visti come un’eccezione o qualcosa di diverso. Speriamo che i bambini non smettano mai di giocare come hanno fatto i grandi prima di loro.