Giovanni Bollea, padre della neuropsichiatria infantile si è spento

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    Giovanni Bollea, padre della neuropsichiatria infantile si è spento

    E’ morto il 5 febbraio a Roma Giovanni Bollea, fondatore della moderna neuropsichiatria infantile italiana. Una malattia lo aveva colpito da tempo, aveva 97 anni, nonostante questo la sua attività di ricerca continuava a tenerlo vicino ai suoi piccoli pazienti. Uno degli ultimi articoli che Bollea aveva scritto riguarda il sorriso dei bambini ed il suo essere unico e preziosissimo, è così che lo vogliamo ricordare con voi dopo il salto con l’articolo inedito intitolato appunto ‘Come nasce un sorriso‘ per raccontare con le sue parole perchè aiutare i bambini è una missione da portare necessariamente avanti con passione..

    Bollea è stato fondatore dell’Istituto di neuropsichiatria infantile di via dei Sabelli a Roma, che gli è stato poi intitolato, e primo presidente della Società italiana di neuropsichiatria infantile, nonché promotore di innumerevoli iniziative a favore dell’infanzia. Fin dall’inizio della sua carriera Giovanni Bollea ha fatto molto per i più piccoli e indifesi: i bambini Down, quelli con lesioni cerebrali, i bambini e adolescenti senza malanni fisici ma con traumi legati a difficoltà familiari e di vita. Fu inoltre membro del Comitato d’Onore del Premio UNICEF – dalla parte dei bambini fin da quando nacque nel 1999. Una delle più grandi novità che Bollea portò in Italia fu l’introduzione di terapie non farmacologiche e non violente per i bambini con problemi psichiatrici.

    Come vi dicevo vi riporto alcuni passi dell’articolo Come nasce un sorriso pubblicato dal quotidiano La Repubblica.

    ‘È vero che il sorriso è una capacità innata dei bambini? Sì, dopo il primo pianto, appena uscito dall’utero, vediamo il sorriso del bambino legato a quello della madre che lo guarda a sua volta negli occhi … Il sorriso è lo stare con la madre, il ridere è la manifestazione dell’orgoglio e della soddisfazione di eseguire e conquistare qualcosa insegnatogli da lei, dalla quale gli giunge un segno di allegra approvazione. Il sorriso è quindi amore, il ridere è … ‘obbedire’ … L’infanzia sorridente in questo periodo storico non è purtroppo la normalità ma l’amore, lo slancio impegnato e caricato di generosa attenzione quotidiana formerà un adulto più o meno maturo’.

    Questo uno dei motivi che ha spinto Giavanni Bollea a lavorare con e per i bambini per un’intera vita.