Gravidanza indesiderata: quanto incide la coercizione del partner?

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    Gravidanza indesiderata: quanto incide la coercizione del partner?

    Avere un figlio dovrebbe essere una decisione spontanea della donna ma purtroppo la cronaca ci insegna che non sempre è così. La National Domestic Violence Hotline ha approfondito per la prima volta il tema della cosiddetta ‘coercizione riproduttiva’, situazione che si verifica quando il partner obbliga la donna a portare avanti gravidanze indesiderate. I metodi possono essere diversi: si va dalla violenza fisica a quella psicologica fino al sabotaggio subdolo dei contraccettivi. Il fenomeno purtroppo non è isolato: al sondaggio statunitense hanno partecipato oltre 3.000 donne, tra i 13 e i 55 anni.

    Di queste metà erano caucasiche, un quarto afro-americane e il 17% ispaniche. In molti casi fortunatamente non sono state riscontrate violenze fisiche sulle donne ma sono stati attuati dai partner meccanismi di sabotaggio dei contraccettivi come fori nei preservativi o pillole gettate nel water. Questo sabotaggio porta a gravidanze indesiderate e alla trasmissione di malattie sessuali. La ricerca è interessante per portare alla luce un fenomeno molto spesso nascosto: sicuramente è più comune lo stereotipo opposto per cui le donne incastrano il partner restando incinta contro la sua volontà. La speranza è che le vittime trovino il coraggio di riconoscere questa violenza, spesso confusa nella più generale violenza domestica, e soprattutto di denunciare il partner. Secondo il Family Violence Prevention Fund infatti i casi di coercizione riproduttiva sono ancora più numerosi di quelli che la ricerca ha mostrato: il compito degli esperti è quello di fare le domande giuste alle donne per aiutarle ad identificare l’abuso e a riconoscerlo.