I numeri di Telefono Azzurro: filo diretto con i diritti dell’infanzia

da , il

    I numeri di Telefono Azzurro: filo diretto con i diritti dell’infanzia

    Il 20 novembre è la Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e per questa occasione abbiamo pensato di dare voce a chi si batte ogni giorno affinché questi diritti vengano rispettati. Parliamo del Telefono Azzurro, onlus che dal 1987 ha un filo diretto con “i piccoli”, che offre un orecchio amico a cui raccontare i propri problemi che possa intervenire in loro aiuto anche nelle situazioni più complicate. Un’associazione che troverete il 21 e 22 novembre in più di 1000 piazze italiane e che sarà possibile sostenere con l’iniziativa Accendi l’azzurro. A rispondere alle nostre domande, il Dott Paolo Guiddi del Centro Studi, Ricerca e Sviluppo di Telefono Azzurro.

    Quante telefonate ricevete ogni mese?

    A fronte di un traffico in ingresso molto consistente (nel corso del 2014 gli operatori 19696 hanno risposto a 67.303 chiamate – circa 5600 chiamate ogni mese), durante il 2014, considerando anche le consulenze successive, il totale delle consulenze erogate nel 2014 è pari a 2.676.

    Qual è la fascia d’età che più di ogni altra vi contatta?

    Nel 2014 hanno contattato la linea telefonica in maggioranza i preadolescenti 11-14 anni (38,4%), seguiti dai 15-18 (31,6%) ed infine dai bambini 0-10 anni (30%).

    Che tipo di richieste di aiuto arrivano?

    Il 24% delle richieste di aiuto pervenute riguarda questioni inerenti alla salute mentale e a una situazioni di disagio nell’ambito della sfera psicologica e emotiva del minore: disagio emotivo-psicologico, tentativi di suicidio, atti autolesivi, disturbi alimentari, depressione, paura/ansia/fobie, bassa autostima, identità e progetto di vita, noia, solitudine, bisogno di essere ascoltati. Altrettanto consistente è il 23% di chiamate che fanno riferimento a problemi relazionali dei minori, dovuti a difficoltà di rapporti con i genitori e/o con i coetanei.

    I dati rilevati mettono in evidenza difficoltà di natura prevalentemente comunicativa nei rapporti intra ed extra-familiari e denunciano una mancanza di ascolto da parte degli adulti di riferimento che in maniera abbastanza diffusa sembrano incapaci di riconoscere e decodificare i bisogni dei più piccoli. Tra i disagi riferiti, inoltre, spicca la percentuale, decisamente elevata e pari al 6,7%, relativa alle problematiche conseguenti alla separazione dei genitori.

    Per quanto riguarda le problematiche relazionali con i coetanei, si segnala come la maggior parte delle richieste di aiuto derivi da situazioni di bullismo e cyberbullismo sperimentate a scuola o in internet.

    Nel 21,6% del totale, le richieste hanno come oggetto principale casi di abusi sessuali e maltrattamenti. E’ rilevante notare come la percentuale di adolescenti vittime di abusi sessuali abbia subito un notevole aumento negli anni, passando dal 16,7% del 2012, al 22,3% del 2013, al 25% del 2014. Si segnala inoltre, a conferma del crescente numero di problematiche legate ad Internet che arrivano alle nostre linee, l’aumento preoccupante rispetto al 2013 dei casi con motivazione prevalente “episodi di adescamento on-line” e “pedopornografia”.

    Esiste una tipologia di bambini più a rischio abusi?

    Le ricerche in questo campo ci aiutano ad evidenziare come spesso le vittime di abusi siano bambini e ragazzi che vivono in famiglie multiproblematiche. La nostra Associazione cerca dunque di comprendere quali persone siano coinvolte nella situazione di disagio riferita da bambini e adolescenti.

    I dati raccolti nell’arco temporale 2008-2014 evidenziano una tendenza ormai consolidata nelle statistiche prodotte da Telefono Azzurro, ovvero il ruolo prevalente dei genitori nel generarsi di situazioni di disagio, abuso e maltrattamento, con valori decisamente elevati (madre nel 38,2% dei casi, padre nel 32,1%).

    Complessivamente emerge che il responsabile delle situazioni di malessere, più o meno gravi, riferite alle Linee di Ascolto fa parte della cerchia delle persone conosciute dal bambino/adolescente, mentre le persone estranee all’ambito familiare/sociale e gli sconosciuti rappresentano una fetta decisamente minoritaria, a cui sono attribuiti il 2,9% dei casi.

    Come intervenite?

    La helpline e la chat sono oggi sempre più riconosciute, anche a livello internazionale, come strumenti per prevenire, per promuovere il benessere dei ragazzi, ma anche per curare le situazioni di disagio, accanto ai servizi vis-à-vis. Attraverso il dialogo e un ascolto non giudicante, l’operatore della helpline comprende il bisogno del bambino o dell’adolescente, accogliendo le sue emozioni e aiutandolo a gestirle; attraverso domande specifiche, poi, approfondisce la situazione e, in base agli elementi emersi, alla risorse del bambino e della sua famiglia, individua insieme al bambino e più in generale al chiamante possibili soluzioni.

    Nelle situazioni più gravi, l’operatore coinvolge una o più agenzie del territorio per la soluzione delle problematiche emerse nel corso della consulenza: dalla scuola ai servizi socio-sanitari del territorio, dalla Polizia Postale ai tribunali.

    Da dove arrivano i vostri fondi?

    I fondi della onlus derivano in particolare da contributi e liberalità, da eventi benefici che vengono organizzati a livello nazionale o locale (come ad esempio Accendi l’azzurro, in più di 1000 piazze italiane i prossimi 21 e 22 nvovembre, www.accendilazzurro.it), da convenzioni nazionali ed internazionali o da finanziamenti di progetti specifici, e da quote associative annuali dei sostenitori di Telefono Azzurro.