Il burqa: cosa fare se spaventa i bambini italiani?

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    Il burqa: cosa fare se spaventa i bambini italiani?

    AP/LaPresse

    Nella questione del conflitto razziale e culturale e dell’integrazione religiosa in Italia, in particolare con i precetti islamici, i bambini, data la profondità e complessità dell’argomento non avevano detto ancora la loro: lo fanno, a modo loro, in un asilo di Latina dove tantissimi piccoli alunni hanno reagito con spavento alla vista di una mamma islamica con il burqa che andava a prendere suo figlio all’uscita di scuola.

    La donna, di origini marocchine, ha iscritto il figlio alla scuola materna di Sonnino, Comune di 7000 mila abitanti in provincia di Latina. L’abito indossato dalla donna è quello corrispondente alla versione più rigida imposta dalla sua religione: la luce passa solo filtrata da una retina sugli occhi. Gli altri bambini però hanno subìto un forte spavento e l’hanno ribattezzata ‘la maestra nera’. E’ quanto hanno denunciato le mamme del luogo, che hanno anche proposto una raccolta di firme per una soluzione che sia, secondo quanto da loro scritto, ‘rispettosa per tutti’. Di fatto l’intenzione è quella di obbligare la donna a rendersi riconoscibile all’interno dell’istituto. Subito è scoppiato il caso: seguire l’esempio proibizionistico della Francia che tanto fa discutere negli ultimi giorni? Le mamme si difendono giocando la carta della sicurezza, sostenendo che sotto il velo nero potrebbe nascondersi qualunque male intenzionato. E se la soluzione fosse più semplice di quanto si pensi e si basasse semplicemente sul dialogo? Perché non spiegare ai bambini le altre religioni o culture, ovviamente con parole consone alla loro età, e raccontargli che in un Paese lontano le donne per religione si coprono il volto? Conoscere una cosa non vuol dire necessariamente condividerla ma almeno accettarla in quanto tale. Forse imparerebbero a capire che dietro quella rete c’è una donna e non un mostro… E forse lo capirebbero anche gli adulti.