Inappetenza bambini: ma è necessario costringerli a mangiare?

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    Inappetenza bambini: ma è necessario costringerli a mangiare?

    Arriva l’aeroplano! Apri la bocca…gnaaam! Quante mamme hanno usato questo vecchio stratagemma per provare a dare la pappa ai figli inappetenti, ritrovandosi poi con il viso o la maglia ricoperti di cibo! L’alimentazione dei bambini è una delle difficoltà maggiori che affrontano i genitori nei primi anni vita dei propri figli.

    Quindi si prova di tutto, si chiedono anche consigli specialistici, ma il più delle volte si arriva a perdere la pazienza, a vanificare lo sforzo e a sfogare la frustrazione strillando al bambino, che come reazione si rifiuterà categoricamente di mangiare. Allora cosa bisogna fare per combattere l’inappetenza? Per iniziare è sempre opportuno non forzare i bambini e non costringerli a mangiare più di quanto non abbiano fatto, anche se prescritto. I piccoli sono in grado di autoregolare il loro appetito e la volontà di non mangiare può dipendere dal fatto che in realtà non ne hanno bisogno. Soprattutto se hanno fatto merenda non è necessario che a cena rispettino un pasto completo. Per essere sicuri si possono portare i bambini dal pediatra per un controllo del peso e dello stato di salute: se tutto è in regola, allora lasciamoli mangiare secondo le loro esigenze. Inoltre forzare l’alimentazione dei bambini può portare in seguito a dei disturbi del comportamento alimentare e causare problemi quali sovrappeso e insonnia. Se nei primi anni di vita non ci si abitua a mangiare quando si ha fame e fino a quando si è sazi c’è il rischio che con la crescita non si impari più a gestire le proprie esigenze corporee. Infatti una alimentazione imposta non permette al bambino di distinguere il momento in cui si ha davvero appetito e si sente il bisogno di mangiare. Lasciamo quindi un po’ di libertà ai nostri figli, certo stiamogli dietro ma non soffochiamoli con pressioni che possono essere solo negative. Cucinare degli alimenti che apprezzano di più è sicuramente un modo per farli familiarizzare con il cibo e far vivere loro il ‘momento della tavola’ come un piacere e non come un dovere!