Inappetenza del bambino e del neonato: cause e rimedi

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    Inappetenza del bambino e del neonato: cause e rimedi

    L’inappetenza del bambino, specialmente se molto piccolo o neonato, non è un fatto inusuale, e di per sé neppure tale da giustificare grandi apprensioni da parte dei genitori. Il piacere di mangiare si acquisisce crescendo, e la formazione di gusti e preferenze in fatto di cibi si affina con l’età. Non di rado bambini che nella prima infanzia facevano i “capricci” a tavola e rifiutavano sistematicamente la pappa, hanno finito per diventare i più raffinati gastronomi da adulti. Insomma, non è il caso di angosciarsi se il bimbo non sembra gradire il cibo a pochi mesi o pochi anni di vita, le cose sono certamente destinate a cambiare in modo molto naturale. Diverso è, però, il caso in cui l’inappetenza sia originata da cause organiche, se ne consegua un ritardo nella crescita, una magrezza eccessiva, se la poca voglia di mangiare sia associata ad altri sintomi. Vediamo, perciò, di approfondire l’argomento.

    Le cause fisiche e psicologiche

    L’inappetenza del bambino o del neonato può avere cause fisiche, e cause psicologiche. Tra le prime possiamo innanzi tutto inserire le allergie e le intolleranze alimentari. In presenza di altri sintomi come diarrea e coliche addominali, dimagrimento o arresto della crescita, irritabilità, dermatite atopica, occasionalmente anche nausea e vomito, presumibilmente siamo di fronte ad un problema legato a qualche alimento. L’intolleranza e l’allergia al latte – sia al lattosio, che alle proteine del latte vaccino – è una delle più frequenti, ma esiste anche la possibilità che il piccolo soffra di celiachia o di intolleranza al glutine. In ogni caso è bene parlare di questo sospetto con il proprio pediatra e valutare eventuali test allergologici per effettuare una diagnosi. Altra possibile causa dell’inappetenza, in genere transitoria, è legata ai medicinali.

    Un bambino spesso malato, con la febbre, soggetto ad infezioni, che debba assumere farmaci come un antibiotico specifico o qualche altro medicinale, sarà sicuramente inappetente. Si tratta di una conseguenza della condizione di debilitazione e l’interferenza dei principi attivi dei farmaci assunti. Anche i giorni dopo un vaccino possono portare ad un po’ di malessere e inappetenza. In questi casi è bene stuzzicare l’appetito del bimbo con i cibi che preferisce, cucinati in modo leggero e sempre con piccole porzioni, in modo che non si spaventi rifiutandosi di mangiare. Altro caso tipico di inappetenza è legato al momento della dentizione, perché le gengive doloranti, rendono l’atto del mangiare fastidioso e poco piacevole. Cause psicologiche all’inappetenza possono essere legate alle dinamiche familiari. Se, ad esempio, il momento del pasto in casa è confusionario, se il cibo presentato non è piacevole da vedere o se il piccolo viene costantemente “forzato” a mangiarlo, se a tavola ci sono discussioni e si alza la voce, è probabile che il mangiare venga associato a qualcosa di negativo, e quindi che l’appetito venga a mancare.

    I rimedi

    La prima cosa da fare di fronte ad un bimbo inappetente è non drammatizzare. Se questa mancanza di appetito è legata a malattie o allergie, si deve pazientemente trovare la soluzione caso per caso, in collaborazione con i medici. Il menù del bambino intollerante deve essere studiato in modo che l’alimento che provoca le reazione allergica venga eliminato e sostituito con altri che dal punto di vista nutrizionale e del gusto possano supplire egregiamente alla mancanza di quel cibo. Durante una convalescenza, il bambino di solito compensa il calo di peso conseguenza della malattia con un appetito più spiccato, niente di meglio che stimolarlo con alimenti nutrienti e ben combinati fra loro, magari frazionando i pasti in modo che il piccolo non debba mai mangiare troppo cibo in un’unica soluzione.

    Come risvegliare l’appetito in bimbi normali che fanno i capricci? Beh, intanto rendendo il momento del pasto un appuntamento piacevole per tutti, in cui la televisione sia spenta e si possa godere della reciproca compagnia. I bambini amano vedere e toccare i cibi, perciò preparateli in piccole porzioni, creando dei piatti che anche cromaticamente siano piacevoli a vedersi. Non costringeteli a mangiare alimenti che non amano con il discorso che è per il loro bene. Semmai “nascondete” verdure, pesce o altri cibi poco graditi all’interno di ricette sfiziose in cui siano presenti altri ingredienti che a loro piacciano.

    Inoltre, è molto importante l’atteggiamento. Le mamme e i papà dovranno evitare di mostrarsi ansiosi, di “pregare” i loro bimbi per farli mangiare (con ricatti psicologici dannosissimi), di scrutarli mentre si portano i bocconi di cibo alla bocca contandoli uno ad uno. Meglio restare rilassati e sereni, magari spostando l’attenzione su altri argomenti sempre con tono pacato e rassicurante. Per quanto riguarda il neonato, mai forzarlo a poppare, mai svegliarlo apposta per farlo mangiare! Il bebè conosce i suoi tempi, rispettarlo è sempre la cosa migliore. Quanto alle prime pappe, cercate di farle saporite con ingredienti freschi anziché quelle già pronte, i bimbi gradiranno. L’appetito verrà da sé, in modo naturale e senza drammi.