Infertilità secondaria: cause e cure

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    Infertilità secondaria: cause e cure

    Le cause dell’infertilità secondaria possono essere diverse; per fortuna le cure esistono e, nella maggior parte dei casi, riescono a risolvere questo problema senza molte difficoltà. L’infertilità secondaria viene definita in questo modo perchè essa si traduce nell’incapacità di avere una nuova gravidanza o di portare a termine una nuova gravidanza dopo la nascita di uno o più figli. La donna, quindi, ha già avuto uno o più bambini, ma riscontra successivamente una difficoltà nel concepimento. Avere un secondo o un terzo figlio, dunque, può risultare molto più complicato e la mamma non riesce a capirne il perchè. Ma, come viene diagnosticata questa forma di infertilità e quali ne sono le cause principali?

    Diagnosi

    Il primo passo è capire quando si può parlare effettivamente di infertilità secondaria. Come per l’infertilità primaria, anche in questo caso, la diagnosi viene fatta per le coppie che non riescono ad avere una gravidanza trascorso un anno di rapporti non protetti. I ginecologi, poi, parlano di infertilità secondaria anche quando la donna incorre in continui aborti dopo aver già avuto un bambino senza difficoltà. Si tratta, in ogni caso, di una forma di infertilità che i genitori fanno fatica a spiegarsi, dal momento che hanno già concepito un figlio senza difficoltà. Le cause del problema, però, possono essere diverse.

    Cause

    Va premesso che l’infertilità della coppia può dipendere dalla donna, dall’uomo, ma anche essere legata alla coppia in sé. In quest’ultimo caso è proprio l’unione dei due partner che si traduce in una maggiore difficoltà a concepire; di per sé, però, i singoli soggetti non hanno alcuna causa fisica che determina infertilità. Cause tipiche dell’infertilità secondaria, però, possono essere:

    - età della donna (la madre ha partorito il primo bimbo in età più giovane e questo non le ha causato le difficoltà che riscontra con la seconda o la terza gravidanza);

    - squilibri ormonali (legati anche all’avanzare dell’età o comunque ad un’altra fase di vita della donna);

    - endometriosi (se la mamma già ne soffriva con la prima gravidanza può peggiorare e rendere più difficoltoso il concepimentio);

    - infezioni temporanee non trattate o non riconosciute;

    - quantità e qualità dello sperma (dovuti a cambiamenti nella salute generale, all’assunzione di farmaci e alcol o ad uno stile di vita non appropriato);

    - aumento di peso (in entrambi i partner può essere causa di infertilità);

    - fumo di sigaretta (che può compromettere la fertilità sia maschile che femminile).

    Cure

    In questi casi il ginecologo interviene ricercando eventuali cause che determinano l’infertilità ed eliminandole, se possibile. Nel caso questi tentativi fossero fallimentari, prima di rivolgersi a tecniche di procreazione medicalmente assistita, è possibile consigliare una terapia farmacologica per stimolare – nella donna – lo sviluppo e il rilascio degli ovuli (approccio chiamato induzione dell’ovulazione). Solo se queste cure non si rivelano efficaci si può optare per la procreazione medicalmente assistita.

    Foto tratta da Pixabay