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Lacerazioni post parto: come curarle

Lacerazioni post parto: come curarle
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    Lacerazioni post parto: come curarle

    Le lacerazioni post parto possono essere fastidiose. Ma, come curarle? Non tutte le mamme sanno che anche il periodo successivo al parto può provocare qualche disturbo e che deve essere gestito con la massima cura. In questa fase, infatti, si deve combattere con le ferite provocate dalla fuoriuscita del bambino. Le donne che hanno dovuto subire l’episiotomia, poi, possono avere qualche fastidio in più e devono gestire il puerperio con un’attenzione maggiore. Ma, da cosa sono provocate le lacerazioni post parto e come farle guarire in fretta?

    Le lacerazioni post parto non sono altro che le “ferite” che vengono provocate dall’espulsione del feto. Durante il parto, infatti, la pelle della vulva e la mucosa vaginale possono lacerarsi e dovranno, quindi, essere curate nei giorni successivi. Le lacerazioni, comunque, sono un’eventualità piuttosto frequente, che interessa circa il 70% dei parti per via vaginale. Tuttavia, non sono una conseguenza necessaria del parto, ma solo un’eventualità. A determinarle possono essere molteplici fattori. Tra questi:

    - una scarsa preparazione della donna nell’affrontare il delicato momento del parto;
    - la grandezza del feto;
    - una non adeguata assistenza da parte del personale che segue il parto.

    Anche le conseguenze delle lacerazioni sono diverse e dipendono dalla loro “gravità”.

    I danni che possono insorgere nella zona compresa tra la vagina e l’ano durante il parto sono diversi, o meglio, possono essere di diversa entità. Essi sono comunque determinati da un’eccessiva trazione dei tessuti determinata dal passaggio del feto. A seconda dei tessuti interessati – e quindi della diversa gravità – le ferite post parto si distinguono in lacerazioni di:

    I grado: queste lacerazioni non raggiungono lo sfintere anale e interessano prevalentemente la zona vaginale;
    II grado: queste lacerazioni si estendono fino allo sfintere anale, ma non lo coinvolgono direttamente;
    III grado: queste lacerazioni si estendono fino allo sfintere anale e lo coinvolgono direttamente;
    IV grado: queste lacerazioni coinvolgono, oltre allo sfintere anale, anche la mucosa rettale.

    Le lacerazioni post parto possono essere anche non casuali, ma provocate dal personale medico per consentire la fuoriuscita del bambino. In alcuni casi, infatti, si rende necessario praticare l’episiotomia, un piccolo taglio del perineo (muscolo situato tra la vagina e l’ano) che può essere effettuato lateralmente o verticalmente per agevolare la fuoriuscita del feto. La ferita viene poi suturata con punti riassorbibili. Questa tecnica viene utilizzata principalmente per prevenire lacerazioni gravi. In altre parole, quando il personale medico si accorge che la fuoriuscita del feto può provocare danni gravi alla zona del perineo, ricorre a questa incisione che, invece, permette di limitare danni importanti ai tessuti. In ogni caso, si tratta di una ferita che dovrà essere curata in modo appropriato nei giorni successivi al parto.

    Sia che si tratti di lacerazioni fisiologiche, sia che si tratti della ferita dell’episiotomia, questi danni ai tessuti sono particolarmente fastidiosi nei giorni successivi al parto. Anche le comuni azioni quotidiane possono risultare particolarmente complicate per la donna. Questa potrebbe avere difficoltà a sedersi o ad andare semplicemente in bagno (anche perché il contatto delle ferite con l’urina provoca bruciore). E’ necessario, dunque, curare adeguatamente i punti di lacerazione post parto.

    Ma, come fare?

    Nei primi giorni dopo la nascita del bambino l’igiene è molto importante. La donna deve lavare spesso la zona vagino-rettale – quasi tutte le volte che si reca in bagno – e cercare di lasciare la vulva ben asciutta. E’ consigliato usare il sapone solo una volta al giorno, per il resto solo acqua o al massimo delle lavande con calendula, che aiutano anche la cicatrizzazione dei tessuti. Per asciugarsi, invece, sarebbe bene utilizzare dei tessuti delicati e morbidi, andando a tamponare con delicatezza la zona interessata dalla lacerazione interna. Oltre a lavarsi spesso, si raccomanda anche di cambiare spesso l’assorbente, per evitare il contatto tra lacerazioni e tessuto bagnato. Non è comunque necessario utilizzare dei disinfettanti, ma si può ricorrere a dell’olio di calendula o di iperico.

    I punti di sutura sono fatti con un filo speciale che si scioglie dopo almeno 7 giorni; alcuni durano anche 2 settimane o poco più e con il passare del tempo cadono. Purtroppo, a causa dei punti, la donna può avvertire fastidio o prurito, inconvenienti che devono essere portati all’attenzione del ginecologo. Comunque, il fastidio è generalmente ben tollerato.

    I rimedi naturali sono particolarmente adatti per curare le lacerazioni post parto. Come anticipato, in questi casi, è possibile applicare localmente l’olio di mandorle dolci. Questo ha un’azione lenitiva ed emolliente. In combinato si può applicare l’olio di calendula e l’olio di iperico; si tratta di oli dall’azione antisettica e cicatrizzante. Essi, quindi, aiutano a guarire i tessuti e a prevenire le infezioni.

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