Le ecografie in gravidanza: quando si fanno?

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    Le ecografie in gravidanza: quando si fanno?

    Ecografie in gravidanza: quando si fanno? Le ecografie sono tra gli appuntamenti più attesi della gravidanza perché avvicinano, se pur virtualmente, la mamma e il papà al bebè. Ma, quando e quante ecografie si fanno durante la gestazione? Come si dividono mese per mese? E, sono esami che fanno male o del tutto indolori?

    Tre ecografie

    In gravidanza le ecografie rientrano tra gli esami indispensabili da fare, per verificare il grado di sviluppo e benessere del feto. Le ecografie necessarie nei nove mesi sono tre e sono gratuite, cioè sono “offerte” dal Servizio Sanitario Nazionale, quando si fanno in strutture pubbliche con la richiesta del proprio medico. Le ecografie sono esami del tutto indolori per la mamma e privi di effetti collaterali per il bambino. Esse sono così suddivise per mesi: la prima viene fatta entro il primo trimestre di gestazione, la seconda (definita morfologica) tra la 20ª e la 22ª settimana (permette di individuare patologie importanti come la spina bifida ma anche il sesso del nascituro) e l’ultima, tra la 30ªe la 32ªsettimana. Solo in seguito a questi esami non invasivi, qualora il ginecologo dovesse riscontare delle anomalie, può richiedere l’amniocentesi, un test invasivo che offre però la quasi assoluta certezza del risultato (ad esempio per individuare la sindrome di Down).

    Come si fanno

    Come si fanno le tre ecografie in gravidanza? La futura mamma viene fatta sdraiare a pancia in sù e le viene scoperto solo l’addome. L’esame si esegue in tutta sicurezza grazie ad una sonda che, poggiata sulla pancia in corrispondenza dell’utero, permette di visualizzare il feto. In circostanze particolari, però, il ginecologo può anche richiedere un’ecografia interna trans-vaginale. Solo in questo caso, la donna viene fatta mettere in posizione ginecologica e la sonda viene inserita all’interno della vagina. In entrambi i casi, comunque, le ecografie non durano più di 20 o 30 minuti. Insomma, si tratta di esami del tutto indolori, che quindi vanno affrontati con la dovuta serenità.