Legge 194 a rischio, tra 5 anni in Italia non si potrà abortire

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    Legge 194 a rischio, tra 5 anni in Italia non si potrà abortire

    L’aborto in Italia sarebbe a rischio, in questi giorni infatti è stata diffusa un’allarmante denuncia da parte della Laiga, la Libera associazione italiana ginecologi per l’applicazione della legge 194/78, secondo la quale, nel giro di soli cinque anni, potrebbe non essere più possibile abortire in Italia e questo a causa del grande aumento degli obiettori di coscienza e di un fenomeno sociale che sta avvenendo all’interno degli istituti di formazione e negli stessi ospedali che emargina e penalizza i medici che praticano l’interruzione di gravidanza.

    Sembra assurdo, ma a quanto pare i medici che dichiarano al momento dell’assunzione di non essere obiettori, cioè di essere laici e favorevoli a praticare l’interruzione di gravidanza nel rispetto del diritto di scelta, verrebbero notevolmente penalizzati ed emarginati rispetto agli altri e si troverebbero spesso ‘costretti a fare soltanto aborti e a turni massacranti, penalizzati nella carriera’ secondo l’associazione.

    La notizia è stata diffusa dal quotidiano La Repubblica e rischia di diventare un vero e proprio caso nazionale, o almeno si spera, infatti, sempre secondo la Laiga, ben il 70,7% dei ginecologi si dichiarano obiettori e questa percentuale sarebbe in continuo aumento. Gli aborti sono già da tempo in notevole diminuzione (52,3% in meno rispetto al 1983) e molte sono già le donne che si rivolgono all’estero per abortire.

    In Italia prima del 1978, l’ IVG, interruzione volontaria di gravidanza, in qualsiasi sua forma, era considerata un reato dal codice penale italiano, solo quell’anno venne invece approvata la cosiddetta 194 che tutelava finalmente il diritto di ogni donna di scegliere se avere un figlio oppure no, il raggiungimento di questo obbiettivo fu un grande passo avanti per la tutela dei diritti delle persone e delle donne.

    Perchè tornare indietro? Perchè non dare questo diritto? E perchè nel nostro paese c’è la cattiva abitudine di identificare ed additare sempre un peccatore senza delle vere ragioni morali, democratiche e laiche?