Licenziata perché incinta, succede ancora a troppe donne

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    Licenziata perché incinta, succede ancora a troppe donne

    La società odierna ha fatto sicuramente molti passi avanti nel rispetto della parità dei sessi ma esistono ancora delle situazioni inaccettabili soprattutto quando la donna è anche mamma e lavoratrice.

    Purtroppo la realtà di donne licenziate perché incinta o al rientro dal congedo di maternità non è un’eccezione. Non si tratta di un problema solo italiano o europeo: qualche giorno fa anche il New York Times si è occupato dell’argomento denunciando la percentuale di donne in stato interessante licenziate o costrette a dare le dimissioni. E’ senza dubbio l’atteggiamento della società che deve cambiare: avere un figlio non è solo una scelta femminile, è un bene per la famiglia e anche per la società. Anche in Italia il nuovo governo sta cercando di porre un freno alle dimissioni in bianco. Oggi la nostra normativa in materia è carente e i datori di lavoro sono autorizzati, cosa che fanno spesso con le donne in età da figlio, con i giovani e con gli extracomunitari, a far firmare un foglio in bianco da usare al momento del licenziamento.

    Occorre quindi in primis cambiare l’approccio legislativo e poi anche quello culturale: la donna in congedo di maternità non è una privilegiata che approfitta della sua posizione.

    In caso contrario il rischio è quello di spingere ancora verso una diminuzione delle nascite, il che peserebbe sulle generazioni future. L’invito alle donne vittime di queste ingiustizie è quello di non tacere e di denunciare certi comportamenti.