Malasanità, neonata invalida al 100% per una lite in sala parto

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    Malasanità, neonata invalida al 100% per una lite in sala parto

    Nuovo caso di presunta malasanità. Questa volta la lite tra ginecologi sarebbe scoppiata all’Ospedale Riuniti di Bergamo. E da pochi giorni è stato aperto un fascicolo contro ignoti per arrivare ad una verità giudiziaria.

    Vediamo come sono andati i fatti.

    Il 28 gennaio scorso una donna albanese di 35 anni, residente in Italia da 16, è stata ricoverata in preda ai primi dolori del travaglio.

    Secondo il marito, un operaio albanese, la donna è stata in sala travaglio per due giorni, al momento del parto sarebbe scoppiata una lite tra le due ginecologhe, l’una favorevole ad un taglio cesareo, l’altra invece per il parto naturale.

    Questa discussione, sempre secondo il padre, avrebbe portato via del tempo e la piccola Samantha è nata invalida al 100%. E c’è di più, alla madre è stato asportato l’utero.

    Secca la smentita dell’ospedale che con un comunicato ha raccontato la sua verità: non c’è stata nessuna discussione.

    La giovane madre è entrata in ospedale con dolori del travaglio regolari, solo alle 20 del 30 gennaio è stata rilevata una sofferenza fetale che ha costretto il ginecologo di turno a richiedere un taglio cesareo, operazione chirurgica che, inizialmente, è stata rifiutata dalla donna.

    Solo dopo il consenso il medico ha potuto dare inizio al parto cesareo. Ma la sofferenza avrebbe provocato un’asfissia grave alla bambina.

    Ora, la piccola Samantha ha delle malformazioni gravi ed è nutrita con un sondino posto nell’addome.

    Il presidente della commissione parlamentara d’inchiesta sugli errori in campo sanitario, Leoluca Orlando, ha scritto all’assessore alla sanità della Regione Lombardia perchè sia fatto tutto il possibile per arrivare ad una verità, augurandosi che la famiglia possa ottenere tutto l’aiuto di cui ha bisogno.