Mamma a 40 anni: la madre distratta di Nicoletta Canazza

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    Mamma a 40 anni: la madre distratta di Nicoletta Canazza

    Nicoletta Canazza è l’autrice di ‘La madre distratta’, un libro interessante che mostra la donna sulla sua complessità di sfaccettature, in amore, nella carriera e soprattutto nella maternità. La storia parte dall’assunto che non tutte le donne vogliono diventare mamme: oggi ancora appare strana, bizzarra o insoddisfatta una donna matura che a quaranta anni non ha figli, anzi non ha proprio intenzione di metterli al mondo. Eppure essere donna non equivale necessariamente ad essere mamma: c’è chi non riesce a restare incinta per problemi di sterilità e chi invece un figlio non lo vuole per scelta.

    E cosa c’è di male nell’essere sincere e ammettere che non si vuole assumere la responsabilità di un altro essere vivente o che non si accetta di vedere il proprio fisico cambiare o ancora che si preferisce dedicare la propria vita alla carriera? La madre distratta è una storia vera, ma non autobiografica anche se l’autrice, Nicoletta Canazza, è una di queste ‘aliene’ quarantenni senza figli: è il frutto di testimonianze di tante donne. La protagonista è una donna di quaranta anni che decide, contro la sua reale volontà, di avere un figlio per assecondare la voglia di paternità del marito. La gravidanza per lei è un sacrificio d’amore che si complica quando il bambino non arriva naturalmente e la protagonista è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita. Ma per amore del proprio uomo si accetta anche di fare del proprio corpo la proprietà di medici e scienziati che ne fanno una cavia. Mentre si sottopone all’estenuante ciclo di Fivet (Fecondazione In Vitro ed Embryo Transfer) la protagonista incontra donne forti, decise a non arrendersi per diventare mamma e realizzare il proprio sogno. E allora aumentano i suoi dubbi: è giusto diventare mamma solo per conformarsi alla società, per ricoprire un ruolo che tutti si aspettano e non sentirsi ripetere ‘quando farai un figlio? Non sei più tanto giovane!’