Mamma lesbica, il giudice le affida i figli

da , il

    Mamma lesbica, il giudice le affida i figli

    Un uomo chiede l’affidamento esclusivo dei figli perché la moglie, da cui si sta separando, ha una relazione omosessuale. Il giudice respinge la richiesta in quanto ‘la relazione omosessuale di una madre - si legge nella sentenza da lui emessa – laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei‘.

    Succede a Nicosia, piccolo comune dell’entroterra siciliano in provincia di Enna. Nella causa di separazione – secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia- il giudice del tribunale di Enna avrebbe accolto le tesi difensive dell’avvocato della giovane madre che non può essere ritenuta inadeguata ad esercitare il proprio ruolo di genitore solo perché ha palesato i propri gusti sessuali.

    Decisione equilibrata, soprattutto se si considera l’atteggiamento falsamente perbenista e decisamente ipocrita che sopravvive ancora nel nostro Paese nei confronti dell’omosessualità in generale e di quella femminile in particolare.

    Risale solo a qualche settimana fa la notizia della censura che Rai e Mediaset hanno fatto cadere sullo spot della Renault Twingo Miss Sixty, ritenuto troppo trasgressivo e soprattutto troppo equivoco. In realtà, a ben vedere, il video accenna solamente all’aspetto lesbo, giocandoci per far emergere un tratto distintivo della personalità femminile, quello della vanità e della competizione fra donne. Eppure nonostante le numerose polemiche lo spot non va più in onda.

    Allo stesso modo, nel caso della mamma di Enna, nonostante le parole del giudice possano essere accolte come progressiste, il tribunale ha anche stabilito che l’atteggiamento dell’uomo non può essere considerato discriminatorio nei confronti della ex moglie. ‘E’ umanamente comprensibile – scrive il giudice -, soltanto in questa prima fase, per il disagio conseguente al fallimento dell’unione matrimoniale e tenuto conto del contesto sociale di un piccolo centro‘.

    Che dire? Fino a quando sopravviverà anche solo una minima traccia di indulgenza nei confronti del pregiudizio, il pregiudizio non potrà fare a meno di attecchire. Ne costituisce prova l’ideazione negli Stati Uniti di una cura prenatale a cui sottoporre il feto per essere sicuri che nasca un bimbo etero e di contro evitare che nasca e cresca omosessuale.