Neonati capricciosi? Non prima dei 40 giorni di vita

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    Neonati capricciosi? Non prima dei 40 giorni di vita

    Nei primi 40 giorni di vita non si può certamente parlare di neonati capricciosi, il bambino appena nato non fa i capricci, non è viziato e non è viziabile, è un neo-nato, un bambino da poco uscito dal ventre della mamma, un luogo caldo e accogliente, molto diverso da quello freddo e ‘duro’ in cui si trova dopo la nascita. L’unica cosa che vorrà un bambino appena nato sarà stare con la mamma, sentirne il respiro, il battito cardiaco e il calore, proprio come durante i nove mesi di gravidanza.

    Chissà perchè capita a tutte le neo mamme di avere una persona, più o meno cara, che fa la faccia storta quando prendiamo ‘troppo’ spesso il nostro piccolo tra le braccia. Non dateci importanza è quasi una prassi, ma non dovete dare ascolto a certi pareri.

    Tenete presente che il bambino appena nato, almeno fino ai 40 giorni di vita e oltre, non potrà essere viziato. Il bambino che vuole stare in braccio, che smette di piangere quando viene preso dalla mamma non è viziato, ha semplicemente voglia di stare con lei, esattamente come durante la gravidanza.

    Il primo mese e mezzo con un bebé servirà alla mamma e al bambino per conoscersi e saranno solo loro che capiranno come comportarsi tra di loro. Dopo il primo periodo sarà la mamma stessa che avrà capito le reazioni del proprio bambino e, anche grazie alla diminuzione delle poppate, si potrà cercare di proporre nuovi ritmi al neonato. Le neo mamme sono bravissime a trovare i trucchi per allungare le pause tra una poppata e l’altra o a non far addormentare il bebé al seno per farlo mangiare un po’ di più o anche a trovare piccole consolazioni per il bambino come un pezzo di stoffa, un pupazzo, una lucina tenue per rassicurarlo prima di addormentarsi.

    Alcune cose possono facilitare il compito di una neo mamma alle prese con un bambino che ha delle esigenza sempre nuove:

    • La fascia porta bebé, che a volte è preziosissima, il bambino si addormenta quasi all’istante, se la mamma si sente a suo agio;
    • Un diario per capire e ricordarsi quali sono gli intervalli del bambino per le poppate e per ilc ambio del pannolino;
    • La voglia di capire il proprio bambino, diverso da tutti gli altri, con la coscienza che la mamma è al persona in assoluto che può farlo meglio.

    Dunque non abbiate timore di prendere il neonato in braccio per paura di viziarlo, spesso un po’ di amore e calore materno insegnano molto di più di una ‘punizione’, concetto ancora incomprensibile per un bambino che ancora non sa neanche bene dove si trova.